http://www.piazzaffari.org

Se vuoi regalare questa ed altre importanti newsletters di Piazzaffari ad un amico, inviagli questo link : http://www.liste.it . Ci vanno 2 secondi per iscriversi ed altrettanto per cancellarsi. Provare per credere:-)

Sei un bravo analista?  Ti piace scrivere sulle azioni italiane o estere? Contattami al seguente e.mail : michelep@piazzaffari.org - oppure al cell. 333 6891844. Il webmaster

 

Natale Lanza

www.borsanalisi.com

 

 

 

Analisi del mercato (6/03/2010 - 16:03)

E' definitivamente tramontata l'ipotesi, che non ho mai accarezzato, di un annuale di 250 giorni. Non ne parliamo più.

Resta il dubbio, adesso, tra un annuale chiuso l'8 febbraio ed un annuale che deve ancora chiudere.
La prima ipotesi presenta il suo lato debole in quello che dovrebbe essere un nuovo annuale partito in sordina (dal punto 24 al punto 25) e subito tornato indietro violentemente (dal punto 25 al punto 26). Un comportamento anomalo, ma non per questo da respingere, che però si prende la sua rivincita con l'ascesa inarrestabile dell'ultima settimana.
La seconda ipotesi, di un annuale che deve ancora chiudere, incontrerebbe il favore dei tempi, ma si scontrerebbe con la forza straordinaria delle ultime sedute, esagerata perfino se la si voglia considerare come la fase in salita di un ultimo sottociclo breve (quindicinale o mensile).
Insomma, se fino alla scorsa settimana privilegiavo la seconda ipotesi, adesso devo necessariamente cedere il passo alla prima.
Nel dubbio, comunque irrisolto, vediamo di mettere a fuoco degli elementi oggettivi; che poi sono quelli che, al di fuori delle speculazioni mentali, ci interessano veramente nel confronto quotidiano col mercato.
Tre settimane fa avevo messo in evidenza la prospettiva di uno scenario positivo, successivamente smentito dai fatti, di un livello di resistenza a 22650, ove risulta concentrata una quantità elevata di scambi. Quello scenario riprende vigore e, poiché quella resistenza di trova leggermente al di sopra del punto 23, il suo raggiungimento acquisterebbe rilievo fortemente simbolico in quanto al di sopra di una resistenza puramente formale (quella del punto 23).
Teniamo presente, altresì, che i punti da 24 a 27 formano una struttura a minimi e massimi crescenti che qualificano un trend in salita. Naturalmente, potrebbe trattarsi di un trend di ordine minore ma, per il momento, non è possibile qualificarlo correttamente: prendiamone semplicemente atto.
Quest'ultima struttura a minimi e massimi crescenti viene ben definita da un canale la cui return line è stata violata con decisione nell'ultima seduta.
Se è vero, quindi, che un momento di flessione sarebbe atteso, mi sembra che l'ultima parola vada lasciata al mercato: e 'lui' ci dice che sta accelerando! Teniamo anche presente che le ultime 4 sedute sono state caratterizzate da ininterrotti rialzi intraday, con correzioni insignificanti; da aperture in prossimità dei minimi e da chiusure in prossimità dai massimi.
Non sottovalutiamo, infine, le bande di Bollinger: si stanno aprendo, dando il via alla possibilità di una camminata.

La correzione, ripeto, è attesa ma i fatti parlano tutto un altro linguaggio.
La soluzione, purtroppo, sta nel dubbio iniziale: se l'annuale non è finito, la discesa ci sarà e sarà consistente e violenta, con target ben al di sotto del punto 24; un po' di attesa non dovrebbe pregiudicare la possibilità di sfruttarla, mentre metterebbe al riparo da previsioni sbagliate.
Se, viceversa, siamo in fase di nuovo annuale, la discesa potrebbe tardare ad arrivare e, infine, concludersi con un pullback sulla return line appena violata: un ingresso fuori tempo si rivelerebbe dannoso.

 

 

 

Analisi del mercato (27/02/2010 - 21:47)

Pur sapendo che i mercati seguono le loro logiche, anche impreviste ed imprevedibili, è essenziale che noi seguiamo le nostre.
Pertanto, proseguendo nel discorso già impostato da settimane, cominciamo col vedere dove siamo arrivati.
Anzitutto, confermerei l'infondatezza della chiusura di un annuale da 250 giorni; questo ci porterebbe ad una fine di ciclo tra 2 o 3 giorni e non mi pare che le modalità delle ultime sedute siano così pesanti come ci si aspetterebbe dalle battute finali di un annuale.
Escluderei anche l'ipotesi, già data per poco probabile, di un annuale che si è chiuso l'8/2 al punto 24; i movimenti successivi non sono certamente quelli di una ripartenza.
Se vogliamo prestare fede alle ricorrenze cicliche, allora resta in piedi solo l'ipotesi caldeggiata sin dall'inizio, cioè quella di una chiusura tra 22 giorni. Questo spiegherebbe anche le false ripartenze, i tentennamenti e qualche seduta negativa pesante che, nel loro insieme, stanno creando una base da sfondare con violenza al momento dell'affondo.
Resta ancora un po' di tempo, insomma, durante il quale si potrebbero produrre altre sedute lateralizzanti, intorno al lato inferiore di quel canale discendente che ho tracciato nel grafico ed al di sopra del supporto passante per il punto 24. Le bande di Bollinger in contrazione confermano questa possibilità.
Al di fuori dell'analisi ciclica, siamo in presenza di una struttura a massimi e minimi decrescenti, iniziata al punto 19, che aspetta conferma da un altro minimo inferiore al punto 24. Se quest'ultimo non viene violato e se, viceversa, viene superato il punto 25, allora la struttura si inverte, presentando gli ultimi massimi e minimi crescenti, così da far rivedere tutto.
Insomma, se ci basiamo sull'analisi ciclica la conclusione è univoca; se ignoriamo l'analisi ciclica, il futuro si gioca tra il punto 24 ed il punto 25.

 

 

 

     

 

 

 

Analisi del mercato (21/02/2010 - 16:16)

L'andamento di questa settimana complica per alcuni aspetti le ipotesi precedenti e, contemporaneamente, le semplifica per altri aspetti.
La semplificazione consiste nel fatto che, per quanto mi riguarda, toglierei di mezzo ciò che già mi sembrava improbabile: cioè, la chiusura di un annuale nei 13 giorni indicati nel precedente commento (adesso 8).
Bisognerebbe infatti che negli 8 giorni residui, l'indice scendesse sotto al punto 24 del primo grafico (20466) con violenza eccezionale; prospettiva che sembra esclusa sia dal clima positivo che si sta instaurando che da una situazione tecnica che non appare così negativamente compromessa.
La complicazione, viceversa, è data dalla possibilità che l'8/2, al punto 24, si sia chiuso in anticipo quell'annuale che nell'ultimo commento ho dato in scadenza tra 32 giorni (adesso 27).
Questa possibilità si vede meglio nel secondo grafico, a barre settimanali, che alla quarantottesima settimana completa un ritracciamento di quasi il 38% e riprende a salire.
E' una possibilità, tuttavia, che mi sembra scarsamente sostenibile. La presunta chiusura, infatti, non presenta quella violenza che ci si aspetterebbe al termine di un ciclo annuale; non completa neanche un misero 38%; e, infine, la recente ripresa non è ancora sufficiente a confermarla.
Non scartiamola, ma non diamole ancora un'importanza che non ha.
Personalmente preferisco restare ancorato al ragionamento principale seguito nelle scorse settimane. Richiamo, al riguardo, un brano dell'ultimo commento:

la violazione verso l'alto del punto 25 (21477) proporrebbe uno scenario più positivo con target 22650, poco al di sopra della resistenza di cui al punto 23. E' quello un livello che funziona da attrattore in quanto, negli ultimi mesi, vi si è concentrato il più accentuato volume di scambi.
Ovvio che, se realmente si tornasse lì, dovremmo rivedere conteggi ciclici e target.

I 21477 sono stati violati e, successivamente ritestati in un temporaneo pullback, hanno tenuto. Resta quindi valida la proposta di uno scenario positivo con target 22650. Solo al di sopra di quel valore occorrerà rimettere tutto in discussione.
Questa temporanea ripresa servirebbe semplicemente a spendere un po' di quei 27 giorni residui che sembrano necessari per un ripegamento fino a 18400 o, comunque, ben al di sotto dei 20400; se si continuasse a scendere ininterrottamente occorrerebbe meno tempo.
Inoltre, che il rialzo in corso sia solo un rimbalzo trova conforto nelle medie di Guppy (riquadro piccolo) in configurazione ancora ribassista e nelle bande di Bollinger che presentano una bandwidth in contrazione.

 

 

 

Analisi del mercato (13/02/2010 - 13:12)

Continuiamo a seguire il vecchio ragionamento che, finora, non ha ricevuto smentite.
Come noto, l'attesa è per un 'complessivo' scivolamento verso il basso fino a chiudere un ciclo di 83 giorni, corrispondente alla chiusura dell'annuale, con un target a 18400 circa.
Faccio notare che ho inserito la parola 'complessivo' tra virgolette, al fine di evidenziare che ciò che interessa in questa sede è il movimento globale, all'interno del quale non mancheranno certamente stasi e rimbalzi.
Il tempo che rimane per la chiusura ciclica è di 32 giorni e, già dai precedenti commenti, sappiamo che esiste un'alternativa meno probabile di un residuo di 13 giorni; naturalmente, qualora si realizzasse questa seconda ipotesi, anche il target andrebbe rivisto per valori proporzionalmente più alti di quelli indicati.
La settimana appena trascorsa è stata una settimana di movimento laterale che ha consentito alle quotazioni di riavvicinarsi alla direttrice di marcia.
E' possibile che questa lateralizzazione continui ancora per qualche giorno.
Infatti, se guardiamo al secondo grafico, notiamo un movimento dominante ribassista evidenziato dall'andamento discendente delle bande di Hurst e della media mobile, oltre che da un sentiment system e da un SAR negativi.
Contemporaneamente, nell'ambito della sottostruttura, rileviamo un andamento ciclico che tocca la banda inferiore di Hurst e si appiattisce, l'oscillatore di momentum ad istogrammi che cambia colore da rosso a verde e, soprattutto, le bande di Bollinger che segnalano il termine di una camminata sfrenata in quanto entrambe in direzione discendente.
Questi indizi servono però a poco se non sono accompagnati dai soliti paletti di riferimento. Al riguardo ci vengono in aiuto i punti 24 e 25 del primo grafico che racchiudono la zona di congestione.
La violazione del punto 24 (20466) segnalerebbe la ripresa del movimento al ribasso, mentre la violazione verso l'alto del punto 25 (21477) proporrebbe uno scenario più positivo con target 22650, poco al di sopra della resistenza di cui al punto 23. E' quello un livello che funziona da attrattore in quanto, negli ultimi mesi, vi si è concentrato il più accentuato volume di scambi.
Ovvio che, se realmente si tornasse lì, dovremmo rivedere conteggi ciclici e target.
 

 

Analisi del mercato (5/02/2010 - 21:31)

Visto che le ipotesi portate avanti finora stanno ricevendo conferma dal mercato, non vedo motivo di cambiarle. Perciò, non pensando di poter introdurre alcuna novità, mi limito ad un riepilogo del quadro generale.

Sappiamo di essere in presenza del terzo (e ultimo) periodo ciclico di un annuale; in pratica, dell'ultimo quadrimestrale. Non mi sono cimentato nella definizione della sottostruttura di questo quadrimestrale e non intendo farlo adesso, in quanto era e resta forte l'attesa di una chiusura ciclica 'pesante'. In queste circostanze, come ho già avuto modo di dire, la prevalenza delle pressioni ribassiste è destinata a rendere fortemente irregolari i sottocicli e ad amplificare notevolmente le asimmetrie tra fasi rialziste e fasi ribassiste.
Si tratta di specifiche importanti, alla cui individuazione si può arrivare solo attraverso un monitoraggio giorno dopo giorno, che non possono trovare posto in una macroanalisi.

Il problema principale che si pone adesso è di stabilire la data approssimativa di chiusura di questo quadrimestrale che chiude anche un annuale. Sappiamo già che si possono prendere in considerazione diverse possibilità, sintetizzabili in due conclusioni: un residuo di circa 18 giorni ed un residuo di circa 37 giorni.
In realtà, ribadisco anche questa settimana che si tratta di un falso problema per chi fa trading reale: è sufficiente seguire la persistenza del trend al ribasso finché esso dura; comunque, c'è ancora tempo per cercare di capire meglio come stanno le cose qualora dovesse emergerne la possibilità.
L'ipotesi che adesso mi sembra più logica, se di logica si può parlare nel nostro settore di interesse, è che le quotazioni continuino a seguire la direttrice che, nel grafico, incrocia la chiusura ciclica a livello di 18407. Altri target, nei paraggi dei 18400, sono stati individuati con altri metodi negli ultimi due commenti, ai quali rinvio chi vuole approfondire.

La scorsa settimana, l'eccessiva lontananza rispetto alla direttrice e la vicinanza del supporto suggerivano la possibilità di un rimbalzo; scrivevo infatti:
L'incremento progressivo della distanza rispetto alla direttrice e la prossimità del supporto di 21394 possono provocare una reazione; già in chiusura di settimana se ne è visto un primo tentativo. L'importante è saper distinguere una temporanea reazione da una effettiva negazione dello scenario fin qui ipotizzato: insomma, cerchiamo di non gridare 'al lupo' prima che il lupo appaia veramente.
La reazione c'è stata, lunedì e martedì, ma è poi stata vanificata dalla discesa successiva che ha perfino violato l'importante supporto di cui al punto 15 (21394).
Adesso le quotazioni sono nuovamente in picchiata ed è impensabile che continuino a mantenere i recenti tassi di discesa ininterrottamente fino alla chiusura dell'annuale. Pause, rimbalzi, false ripartenze sono da prendere in considerazione.
Faccio notare, come si vede dal riquadro piccolo, che le quotazioni degli ultimi mesi si snodano all'interno di un apparente flag. Se così fosse, dovremmo prendere in considerazione delle implicazioni rialziste, in quanto tutto il periodo compreso in questo flag sarebbe semplicemente una pausa della salita precedente.
In realtà non si tratta affatto di un flag, perché manca il flagpole, cioè l'asta della bandiera. Al massimo, questa figura può favorire un semplice rimbalzo, richiesto anche dal rinnovato allontanamento dalla direttrice di marcia. Occhio, pertanto, a non travisare il significato di eventuali recuperi.

Mi rendo conto che, per esigenze di commento, ho scritto molto di più di quanto sarebbe stato sufficiente; mi sarei potuto limitare a dire: 'in presenza di un mercato al ribasso, non lambicchiamoci il cervello alla ricerca dei punti di svolta; seguiamolo fin dove vuole andare. Se non seguiamo il trend, che altro dovremmo seguire?'.

 

 

 

     
   

 

 

Analisi del mercato (29/01/2010 - 21:09)

Riprendiamo il discorso dell'ultimo commento.
Il filo conduttore è rappresentato dall'ipotesi di un ultimo ciclo di circa 83 giorni originato dal punto 16 del grafico.
Prendendo per buona questa ipotesi, mancherebbero ancora 42 giorni alla chiusura ciclica.
Abbiamo esaminato anche due ipotesi alternative, una delle quali richiederebbe soltanto 23 giorni alla chiusura. Personalmente credo che quest'ultima possibilità, benché valida, abbia minori probabilità di realizzarsi in quando si fonderebbe su un ciclo annuale di 250 giorni senza imperfezioni al suo interno; due condizioni teoriche che vorrebbero una improbabile Borsa scandita da un orologio di precisione.
Comunque sia, la logica che ho raccomandato è di preoccuparsi poco di questi aspetti e di badare molto alla persistenza del trend al ribasso. Quando questo sarà finito se ne prenderà atto.

Altro aspetto che ritengo fondamentale è la scarsa attenzione da riservare ai sottocicli.
Infatti, nel presupposto che un ciclo quadrimestrale stia per chiudersi in concomitanza con la chiusura di un annuale, ritengo che i rimbalzi siano imprevedibili, irregolari e contenuti: si tratta del mio solito vecchio pallino che i cicli (nel nostro caso i sottocicli del quadrimestrale, in particolare il quindicinale ed il mensile) vanno presi in considerazione solo nella stessa direzione del trend (fase discendente del quadrimestrale e dell'annuale) che, molto spesso, assorbe ed annulla i controtrend dei cicli minori. La violenza della discesa di questi giorni ne è conferma.
Mi preme precisare che tutto questo non significa esclusione di rimbalzi, anche di qualche entità; significa solo che, in piena furia ribassista, è piuttosto difficile cogliere il corretto timing delle reazioni e, soprattutto, distinguere a priori un rimbalzo irrilevante da un rimbalzo di entità interessante.
Insomma, come detto in altre occasioni, se si sbaglia in direzione del trend, le probabilità di un recupero sono consistenti; se si sbaglia nella direzione opposta, il recupero diventa problematico.

E veniamo ai target. Negli ultimi commenti ne ho già individuati tre, calcolati con tecniche diverse: 18729, 18445, 18407.
Vediamo adesso un'altra possibilità.
Nel grafico settimanale (riquadro piccolo), è in formazione un doppio massimo che trova la sua base a 21394; il suo target naturale, ribaltando la figura, porta a 18230; ancora una volta 18000 e spiccioli. Naturalmente, prima di parlare di doppio massimo è necessario che venga violato il minimo di 21394 di cui al punto 16; in questo momento, questa condizione viene data per scontata per la presenza di un quadrimestrale in corso con top inferiore al quadrimestrale precedente. Ovvio che, se il presupposto dovesse rivelarsi sbagliato, gli effetti prospettati verrebbero a cadere.

Sottolineo nuovamente che tutto ciò che precede non comporta che il mercato debba scendere ininterrottamente fino al target. Rimbalzi e tentennamenti sarebbero del tutto naturali. Già adesso possiamo vedere una direzione effettiva di marcia che scende con maggiore ripidità della direttrice teorica: la linea rossa discendente che, in effetti, non è altro che la 1x1 di inclinazione pari alla direttrice della fase discendente del ciclo precedente.
L'incremento progressivo della distanza rispetto alla direttrice e la prossimità del supporto di 21394 possono provocare una reazione; già in chiusura di settimana se ne è visto un primo tentativo. L'importante è saper distinguere una temporanea reazione da una effettiva negazione dello scenario fin qui ipotizzato: insomma, cerchiamo di non gridare 'al lupo' prima che il lupo appaia veramente.

Intanto, sulle bande di Bollinger è in corso la classica camminata discendente che conferma la marcata direzione della tendenza.

 

 

 

Analisi del mercato (23/01/2010 - 10:47)

Come temevo, il canale che, nel grafico della scorsa settimana, sosteneva il trend rialzista di breve è stato violato ed ha preso corpo l'ipotesi che la fase discendente del ciclo di circa 80 giorni (quadrimestrale) sia iniziata.

Sappiamo, dai precedenti due commenti, che la fase rialzista di questo ciclo ha impiegato quei 27 giorni che rappresentano all'incirca 1/3 dell'intero ciclo (picco nel punto 20 del grafico).
Prima di esaminare la durata residua ed il possibile target, facciamo un paio di osservazioni.

La prima è che, se davvero quel punto 20 rappresenta il top ciclico, allora il massimo del ciclo corrente è inferiore al massimo del ciclo precedente (punto 10).
La seconda è che il trend in atto ha violato la trendline che congiunge apertura e chiusura del ciclo precedente (punto 1 e punto 15 del grafico).
Da queste due osservazioni riceviamo conferma che le ipotesi più volte prospettate di un ultimo quadrimestrale al ribasso si stanno rivelando corrette.
Solo se il punto 20 dovesse essere ripreso e superato al rialzo, allora tutto il ragionamento andrebbe riconsiderato.

Il problema che s'impone adesso è di stabilire la durata residua del ciclo; in realtà si tratta di un non-problema dal momento che, sotto il profilo del trading, non è necessario (ed anzi è sconsigliabile) lavorare sulla base di previsioni di questo tipo: ciò che conta è che il ribasso c'è e lo si segue finché dura. Ciononostante, per usare le stesse parole della scorsa settimana, è possibile fare delle ipotesi guida tentando di individuare dei tracciati ad alta probabilità, da prendere a riferimento di massima.

Le strade da seguire per la determinazione del residuo ciclico sono più d'una.
Ricordando che il ciclo in corso va a chiudere un ciclo annuale, si può anzitutto fare il ragionamento globale di un annuale di 250 giorni iniziato col minimo di marzo; in tal caso, i giorni mancanti alla chiusura sarebbero 28. Praticamente, il ciclo in corso subirebbe un accorciamento pari all'allungamento del secondo quadrimestrale.
Altra possibilità è quella di prescindere dalla durata dei due precedenti quadrimestri e, visto che la salita del ciclo attuale ha impiegato 27 giorni, la fase discendente ne dovrebbe impiegare 54 (nel presupposto di 1/3 in ascesa e 2/3 in discesa); in tal caso, i giorni mancanti sarebbero 45.
Si può infine partire da un altro punto di vista considerando un annuale diviso in 3 cicli teorici di 83 giorni ciascuno (83 x 3 = 249), a prescindere da quello che è effettivamente successo finora. In tal modo mancherebbero 47 giorni alla chiusura del quadrimestrale in corso, così come rappresentato nel grafico.

Come dicevo prima, la precisione ci interessa poco. Faccio però notare che la terza ipotesi ci porterebbe ad un target pari a quelli individuati la scorsa settimana sulla base di due tecniche diverse.
Ricordo, al riguardo, che il target di chiusura ciclo è stato immaginato a 18729 punti dell'indice, mantenendo la velocità di discesa dell'indice (spazio/tempo) pari a quella di salita.
Un target simile è stato individuato al livello di 18445, corrispondente al 50% dell'intera salita iniziata a marzo.
Proviamo adesso ad immaginare una fase discendente del ciclo che abbia la stessa inclinazione della fase discendente del ciclo precedente. Non si tratta di ipotesi inverosimile, dal momento che molto spesso le direttrici di un movimento risultano parallele alle corrispondenti direttrici del movimento precedente che abbia lo stesso ordine di grandezza.
Nel nostro caso, la direttrice del movimento discendente andrebbe ad intercettare la chiusura del ciclo di 83 giorni ad un livello di 18407 punti.

Insomma: 18729, 18445, 18407: sotto più di un aspetto la chiusura teorica dell'annuale dovrebbe cadere in un punto compreso tra 18400 e 18800. Chiaro che quest'obiettivo andrà rettificato (anche molto se necessario) man mano che, strada facendo, la realtà andrà discostandosi dalle ipotesi.
Altro aspetto collegato che andrà attentamente verificato e, soprattutto, valutato è la formazione degli eventuali sottocicli. Anche in questo caso, l'ipotesi migliore che si può fare è che questi sottocicli risentiranno pesantemente della fase finale di chiusura dell'annuale; dovrebbero quindi apparire irrilevanti le loro fasi rialziste a favore di un andamento più consistente e deciso delle fasi ribassiste. Ritengo quindi che la loro ricerca potrebbe portare a grossi equivoci risultando, alla fine, abbastanza inutile se non addirittura dannosa.

Per chiudere, faccio notare che le Bande di Bollinger in espansione nell'ultima seduta (nel grafico si vede piuttosto male) confermerebbero un'accelerazione del movimento al ribasso.
 

 

 

 

Analisi del mercato (16/01/2010 - 16:06)

Partiamo, come di consueto, dall'analisi della scorsa settimana con l'avvertenza che sarà necessario mettere insieme anche i pezzi di analisi abbastanza datate. Mi sembra infatti che, così facendo, venga fuori un quadro completo, coerente con i discorsi fatti finora e facile da prendere a riferimento per i futuri sviluppi.

Del commento della scorsa settimana, che suggerisco di rileggere interamente, riporto le conclusioni:

Prendendo a riferimento il canale, la sua violazione dovrebbe coincidere con l'inizio alla fase discendente di chiusura dell'annuale. Fino a quel momento, dovremo lasciare da parte le speculazioni mentali a favore di ciò che si vede, attenendoci al movimento rialzista, nonostante le sue incertezze e l'assenza di grosse candele di spinta, ed aspettando di verificare cosa succede a livello del punto 13; il suo eventuale superamento dovrebbe avere l'effetto di un tappo di spumante che salta.

Come si vede nel primo grafico in alto, la base del canale è stata lambita nel pomeriggio di venerdì. Tecnicamente, siamo ancora in fase rialzista di breve, tenuto presente che solo l'immediato recupero del punto 22 mantiene valido il canale ed autorizza ad aspirare al superamento del punto 12 (N.B.: i numeretti attribuiti ai vari livelli sono cambiati rispetto alla scorsa settimana).
Tuttavia, al momento, a me sembra che la tenuta sia alquanto problematica: infatti la settimana appena conclusa, oltre a presentare due massimi decrescenti (punti 22 e 24), ha espresso le giornate di rialzo con striminzite candele verdi e le giornate di ribasso con lunghe candele rosse a carattere impulsivo; questo significa che le manifestazioni di debolezza sono state assai più convinte delle manifestazioni di forza. Inoltre, le bande di Bollinger si stanno chiudendo vistosamente segnalando la fine della camminata rialzista.
Riepilogando, il destino del trend rialzista di breve è appeso ad un filo ed i riferimenti da recuperare sono chiari.

Facciamo, adesso, l'ipotesi che il canale venga violato.

Sappiamo già che siamo (o eravamo fino a qualche giorno fa) nella fase iniziale dell'ultimo ciclo quadrimestrale di circa 80 giorni; al riguardo, nelle ultime due analisi ho pensato ad un movimento rialzista soft nell'attesa della fase discendente del ciclo. Queste sono le espressioni usate:

una successiva ripartenza soft e senza grossi strappi, ed infine un successivo ribasso che porti a concludere il cosiddetto annuale; la fase di rialzo è vista in tono soft per il semplice motivo che i 2/3 dell'intero ciclo annuale si sono già sviluppati con andamento rialzista; improbabile che anche l'ultimo terzo assuma la stessa impostazione.

A questo punto però, per spiegare il concetto che ho in mente, è necessario riprendere anche un'analisi del 28 ottobre scorso (http://www.borsanalisi.com/news/commenti/10031063.shtml). Nella sua parte finale affermavo:

Avendo già espresso i 2/3 in salita, l'annuale dovrebbe presentare l'ultimo terzo in discesa. Per ciclo di 87 giorni in discesa si intende che il primo terzo (29 giorni)sarà in salita e che i due terzi successivi ( 58 giorni) saranno in discesa (naturalmente, la divisione in 'terzi' è quella standard universalmente adottata; in pratica potrebbe anche essere 1/4 e 3/4).
Prendendola per buona, avremmo circa 30 giorni in salita; praticamente il rally di fine anno. E poi 60 giorni in discesa (da gennaio in avanti).

Legando insieme i vari concetti, dovremmo concludere che la violazione del canale (come detto la scorsa settimana) verrebbe a coincidere con l'inizio della fase discendente del quadrimestrale.
Risalendo all'analisi del 28 ottobre, il picco era atteso a 29 giorni dall'inizio del ciclo; e, guardacaso, il top del punto 22 (o punto 16 del secondo grafico) cade al 27° giorno, cioè a 1/3 di un ciclo di 81 giorni. Come dire che la violazione del canale darebbe consistenza concreta all'ipotesi ciclica di partenza.
Resterebbe, in tal caso, da individuare un possibile target. Come noto, a me non piace fare l'indovino e, perciò, mi limito a qualche semplice calcolo teorico.
Mantenendo l'eguaglianza tempo/spazio, se in 27 giorni l'indice ha fatto 2665 punti in salita (da 21394 a 24059), possiamo impostare l'ipotesi guida che in 54 giorni esso faccia il doppio del percorso (2665 x 2), con un obiettivo posto a 18729. Teniamo presente che, come si vede dal secondo grafico, questo 18729 sarebbe assai prossimo al 50% dell'intera salita iniziata a marzo scorso (18445). Il 50%, a mio avviso, è il livello più importante e razionale che si possa individuare, visto che è sempre un livello di equilibrio. Inoltre, se poniamo pari a 100 la salita e pari a 50 la discesa, è evidente che la strada totale fatta è 150 e che il 50% rappresenta 1/3 di tutto il percorso. Appunto, l'annuale che è salito per 2/3 e, stiamo supponendo, possa flettere per il terzo rimanente secondo quella suddivisione in quadrimestri che, fino ad oggi, ha dimostrato di prevalere su ipotesi alternative.

 

 

Analisi del mercato (9/01/2010 - 13:55)

Ci siamo lasciati, prima delle festività natalizie, col dilemma relativo al ciclo di 35 settimane. Riprendo la seguente osservazione del vecchio commento:

Se è così, dovremmo attenderci, anzitutto, la chiusura del ciclo corrente sotto il minimo del punto 28 (21394), una successiva ripartenza soft e senza grossi strappi, ed infine un successivo ribasso che porti a concludere il cosiddetto annuale; la fase di rialzo è vista in tono soft per il semplice motivo che i 2/3 dell'intero ciclo annuale si sono già sviluppati con andamento rialzista; improbabile che anche l'ultimo terzo assuma la stessa impostazione.

Poiché il punto 28 non è stato violato, risulta chiaro adesso che quello era il punto di chiusura del vecchio ciclo. Allo stesso tempo, però, viene confermato il resto di quelle considerazioni, relativo all'attesa di una partenza soft del nuovo ciclo. Vediamo di chiarirne bene i motivi, al fine di tentare di gettare un po' di luce sulle recenti incertezze del mercato.

Un ciclo di 35 settimane si presta poco ad assere inquadrato negli schemi consueti, visto che 175 giorni (35 settimane) sono troppi per essere considerati un semestrale, così come 350 giorni (2 cicli da 35 settimane) sono troppi per essere considerati un annuale. Quest'ultimo dovrebbe chiudersi a circa metà del nuovo ciclo da 35 settimane (linea verticale verde del primo grafico, a candele settimanali).
Attualmente, quindi, ci troviamo in una situazione in cui la spinta propulsiva che dovrebbe caratterizzare l'inizio del nuovo ciclo a 35 settimane si va a scontrare con la debolezza richiesta dalla fase finale di un ciclo annuale. In presenza di questi due impulsi contrastanti, nel breve termine non dovrebbero venire fuori movimenti di grande forza e direzionalità; mi riferisco naturalmente a movimenti di grande respiro che nulla hanno a che vedere con possibili strappi sul piano giornaliero.

Per quest'ultimo frame temporale prenderei a riferimento il secondo grafico, con una zoomata sul periodo più recente.

Da osservare, anzitutto, che il rettangolo azzurro racchiude un'ampia area di congestione spiegabile con quanto detto sopra: chiusura del vecchio ciclo a 35 settimane ed avvio soft del nuovo. L'avvio di una nuova fase iniziale rialzista è dimostrato dal superamento dei punti 19 e 17, dalla formazione di un canale ascendente e dall'allargamento delle bande di Bollinger con sviluppo di camminata.
Prendendo a riferimento il canale, la sua violazione dovrebbe coincidere con l'inizio alla fase discendente di chiusura dell'annuale. Fino a quel momento, dovremo lasciare da parte le speculazioni mentali a favore di ciò che si vede, attenendoci al movimento rialzista, nonostante le sue incertezze e l'assenza di grosse candele di spinta, ed aspettando di verificare cosa succede a livello del punto 13; il suo eventuale superamento dovrebbe avere l'effetto di un tappo di spumante che salta.

 


 

Analisi del mercato (19/12/2009 - 18:45)

Questo è l'ultimo commento dell'anno; mi prendo qualche settimana di riposo e vi do appuntamento al weekend successivo all'Epifania.

Vediamo di fare una sintesi di quanto successo finora, con uno sguardo alle prospettive.

Sappiamo tutti che, successivamente al crollo 2007/2008, a marzo ha avuto inizio un recupero parziale che ha riportato l'indice ad un massimo di 24500; a questo recupero è subentrata una fase di riflessione che, benché abbia risospinto le quotazioni indietro di 2000 punti, non si capisce bene se si tratti di pausa, in attesa di un nuovo slancio rialzista, oppure se si tratti delle prime avvisaglie di una ripresa del trend al ribasso.

Il mio punto di vista è stato più volte espresso: le guerre di religione servono a poco per avere successo, mentre servono molto per affermare il proprio ego quando 'si indovina' la futura direzione. Per me, invece, il mercato va visto per quello che fa, qui ed ora, e non per quello che potrebbe fare.
Quello che vediamo sono due forti impulsi rialzisti, seguiti entrambi da una robusta correzione; quand'anche quella in corso si dovesse prolungare, c'è ancora molto spazio prima che la fase rialzista venga negata; dovremmo scendere sotto i 12300 punti. Analogamente, prima di dire che il peggio è passato, dovremmo attendere la formazione di nuovi massimi: dovremmo cioè superare i vecchi 44300 punti.
Lascio al buon senso di ciascuno l'iniziativa di valutare quale utilità pratica possano avere i confronti sulla predominanza di un trend o dell'altro, di fronte a margini così ampi.

Sposando, se non altro per una questione di comodo, la tesi che il trend corrente, diciamo intermedio, è rialzista, restiamo perplessi di fronte ad un mercato che continua a mostrare debolezza da qualche settimana.
Esaminando la view opposta, quella di un mercato ribassista, potremmo ugualmente meravigliarci di fronte ad una tenuta sostanziale delle quotazioni che, in quel caso, dovrebbero invece aver esaurito la loro spinta impulsiva.
Insomma, vista così non se ne viene fuori.

Si ricorderà che qualche tempo addietro ho messo in evidenza la presenza di una ciclicità a 35 settimane; si ricorderà anche che ho fatto rilevare come, sotto il profilo dell'analisi, ciascuna settimana sia solo una barra sul grafico e come, pertanto, una estensione di qualche barra non sia sufficiente a negare quella ciclicità.
E' probabile che ci troviamo in una situazione di quel genere: una settimana è lunga per chi fa trading; tuttavia, ai nostri fini, è possibile che ci troviamo ancora in chiusura di un ciclo di 35 settimane che ha deciso di allungare un po' i tempi. In sostanza, il secondo sottociclo di questo ciclo di 35 settimane ha trovato un suo massimo in corrispondenza del 38% esatto di ritracciamento della precedente discesa ed ha avviato la fase discendente attuale.
Se è così, dovremmo attenderci, anzitutto, la chiusura del ciclo corrente sotto il minimo del punto 28 (21394), una successiva ripartenza soft e senza grossi strappi, ed infine un successivo ribasso che porti a concludere il cosiddetto annuale; la fase di rialzo è vista in tono soft per il semplice motivo che i 2/3 dell'intero ciclo annuale si sono già sviluppati con andamento rialzista; improbabile che anche l'ultimo terzo assuma la stessa impostazione.

Un grosso aiuto, come sempre, ci viene dalle bande di Bollinger in contrazione che configurano una situazione di congestione e di attesa indefinita prima che prenda il via una nuova direzionalità. Un taglio verso l'alto sarebbe in linea con quanto espresso sopra; un taglio verso il basso evidenzierebbe con ogni probabilità un sottociclo tutto orientato al ribasso.

Auguro a tutti gli amici di Borsanalisi un Buon Natale ed un felice 2010.
 

 

Analisi del mercato (12/12/2009 - 16:53)

L'indice resta ancora intrappolato all'interno del canale che, mi convinco sempre più, rappresenta la fase discendente del ciclo iniziato al punto 14; ciclo che, rotta la cadenza degli 85 giorni, si sta estendendo oltre il centesimo giorno.
E' soprattutto la contenuta ampiezza del canale a dimostrare che non siamo in presenza di un movimento autonomo, bensì di un movimento di ordine inferiore (e quindi interno) rispetto ai macro movimenti che vanno dal punto 10 al punto 14 e dal punto 14 in avanti.
D'altronde, se così non fosse, anche la violazione della trendline principale sarebbe dovuta avvenire con impulsività piuttosto che con il movimento oscillatorio che, invece, ha caratterizzato il mercato negli ultimi due mesi.
Le stesse bande di Bollinger non mostrano la formazione a bolla, tipica dei grossi movimenti direzionali e, anzi, si sviluppano in un andamento orizzontale con bandwidth ristretta, come avviene nelle fasi correttive congestionate.
Se queste considerazioni sono esatte, aspettiamoci una nuova partenza con le stesse modalità a suo tempo indicate dopo che, naturalmente, avremo assistito ad una chiusura ciclica al di sotto del punto 18.

 

 

 

 

Analisi del mercato (5/12/2009 - 20:18)

Non mi sembra opportuno insistere ulteriormente su ipotesi cicliche che restano aperte a varie soluzioni.
Se il mercato dovesse riprendersi subito, violando la return line del canale discendente dell'ultimo tratto, allora potremmo dire che la ciclicità corrente si è estesa fino a 99 giorni.
Casi diversi darebbero luogo ad altri scenari tutti da verificare.

Può essere interessante notare come l'ultimo minimo (21394) abbia quasi centrato il 50% di ritracciamento dell'ultima salita. Con questo, l'esigenza di una semplice correzione potrebbe ritenersi soddisfatta.
Qualche preoccupazione viene dalle medie veloci di Guppy che si sono posizionate sotto quelle lente e le stanno testando dal basso.
Insomma, situazione quanto mai incerta che viene ben evidenziata dalle bande di Bollinger che hanno assunto un andamento orizzontale, di congestione. Probabilmente, è proprio quella della congestione la fase che il mercato sta iniziando ad attraversare; da qui tutte le difficoltà a rilevare un andamento direzionale che, appunto, non esiste.

 

 

 

     

 

 

 

Analisi del mercato (28/11/2009 - 14:23)

Delle tre ipotesi prese in considerazione la scorsa settimana ne restano in piedi due. Le riepilogo brevemente tutte.

1) pronto recupero fino ad un top del nuovo ciclo quadrimestrale, comunque votato al ribasso;
2) allungamento del vecchio ciclo;
3) partenza, praticamente già al ribasso, del nuovo ciclo.

Fattore comune a tutte le ipotesi è che, comunque vada, questo terzo quadrimestrale dovrebbe realizzare la fase discendente dell'annuale, da concludersi intorno a marzo.

Più specificatamente, da come si sono messe le cose, sembra che l'ipotesi 1 possa essere scartata.
La seconda ipotesi ci porterebbe ad un ciclo di 99 giorni (fino ad oggi), che è al limite dell'accettabilità tenuto anche conto, come vedremo, che questi tempi sembrano destinati ad allungarsi ancora.
La terza, che potrebbe sembrare la più probabile, trova delle contraddizioni nella struttura che sta assumendo.

Vediamo più in dettaglio.

La discesa di questa settimana crea una struttura a massimi e minimi decrescenti, formando un canale la cui ampiezza non è eccessiva e, pertanto, sembra incompatibile con un nuovo ciclo ribassista sin dall'origine; quindi, sotto questo aspetto, saremmo ancora in una fase correttiva della salita precedente, nell'ambito dell'ipotesi 2.
Aggiungo che, in questo caso, una ulteriore discesa fino alla base del canale o, comunque, fino al 50% di ritracciamento sarebbe una prospettiva del tutto naturale (parlo di quota 20950/21000).

Molto più in basso, invece, ci spingeremmo qualora l'ipotesi valida fosse la terza. A suo favore giocano le medie di Guppy che hanno assunto una configurazione ribassista.
Ma anche le bande di Bollinger, bucate abbondantemente in una situazione di contrazione, sembrano preludere ad un prossimo allargamento che dia il via ad un movimento direzionale violento.

Non ci resta che attendere.
 

 

 

Analisi del mercato (20/11/2009 - 21:43)

I timori della scorsa settimana hanno preso corpo in un mercato che perde il 2% da venerdì a venerdì.
Cominciamo col separare nettamente il piano dell'analisi da quello del trading.
Sotto il primo aspetto, abbiamo già dato per concluso al punto 17 del grafico un ciclo di circa 4 mesi.
Fino a prova contraria, non essendo stato violato quel minimo, la situazione è immutata. Lascia certamente più che perplessi una nuova partenza così dimessa, però non dobbiamo dimenticare che ci attendiamo un ciclo debole (http://www.borsanalisi.com/news/1303.shtml); perciò, un pronto recupero fino alla retta mediana dei prezzi nel punto 'X' (i 30 giorni rialzisti del ciclo del citato link) soddisferebbe i requisiti attesi.

Le alternative a questa soluzione sono 2:
1) abbiamo dato prematuramente per defunto il vecchio ciclo che, invece, non si è ancora concluso: in questo caso, attendiamoci una discesa fino al punto 'Y' che soddisferebbe anche delle esigenze elliottiane; mi sembra una ipotesi alquanto improbabile;
2) il vecchio ciclo si è realmente concluso; quindi, l'errore nell'ultima analisi ciclica (post sopra citato) starebbe in una sopravvalutazione della forza iniziale rialzista del nuovo ciclo; avremmo invece a che fare con un nuovo ciclo che si prospetta peggiore di quello, pur negativo, preventivato.

Lo so: ho detto tutto e non ho detto niente. Però non è del tutto vero! Abbiamo infatti due punti del grafico (il 17 ed il 18) che possono discriminare una situazione dell'altra. Sopra il punto 18, come detto, riprende quota la versione originaria; sotto il punto 17 bisogna decidere tra l'alternativa 1 e l'alternativa 2.
Potrei fare ulteriori ipotesi al riguardo, ma è meglio non complicare le cose, già abbastanza ingarbugliate. Al momento opportuno vedremo.
Resta il fatto che, comunque, i due punti (17 e 18) danno anche delle belle indicazioni operative di massima; sempre da convalidare con tecniche più specifiche di dettaglio, al momento opportuno.

Su un piano più concreto, più direttamente orientato al trading, non vedo i presupposti per immergersi sin da ora in un clima decisamente ribassista. Infatti, le bande di Bollinger si stringono e le candele devono ancora raggiungere la base inferiore. Lì si vedrà; però non è usuale che le bande si riaprano immediatamente, subito dopo essersi chiuse. Anche le medie di Guppy non è che siano messe male male: le medie veloci sono sì a contatto con le lente ma, ancora, non ci hanno messo di fronte al fatto compiuto (in un senso o nell'altro). Purtroppo, sono negativi il SAR ed il sentiment system; e, come noto, a quest'ultimo in particolare attribuisco un'attenzione speciale.

Qualche buona notizia (dipende dai punti di vista) sembra arrivare dai frame intragiornalieri.

Il grafico orario ci mette di fronte ad un trend fortemente discendente che, negli ultimi due giorni, si è completamente fagocitato il ciclo. In compenso, le ultime 3 candele beneficiano di un SAR rialzista e, inoltre, si è appena completato il buy countdown del TD Combo di DeMark. Occorre attendere ovviamente un qualifier rialzista, per considerarlo veramente concluso, però mi è sembrato interessante segnalarlo (il grafico è del mini-future, ma va bene lo stesso).

Per veder riaffiorare una ciclicità apprezzabile bisogna scendere sul 15 minuti; vi mostro solo il grafico perché siamo completamente fuori dall'abituale contenuto di questo commento.


 

 

 

 

     
     

 

 

 

Analisi del mercato (14/11/2009 - 16:17)

Questa settimana mi sento in difficoltà.
Mi trovo infatti alle prese con degli elementi che, pur non smentendo le considerazioni cicliche portate avanti finora, quantomeno le mettono in discussione.
La perplessità maggiore è provocata dalla struttura del movimento della settimana appena trascorsa: a parte la buona seduta di lunedì, abbiamo assistito a delle sedute negative (martedì) od incerte (mercoledì, giovedì, venerdì); inoltre, il massimo di mercoledì non è stato confermato nei giorni successivi.
Praticamente, invece di confrontarci con quotazioni in crescendo, così come ci si aspetterebbe in occasione dell'avvio di un ciclo importante, ci troviamo alle prese con un mercato che non sa cosa fare.
Anche le bande di Bollinger che si chiudono la dicono lunga in proposito.

Sul fronte opposto, sono positivi il parabolic SAR ed il sentiment system, mentre le medie veloci di Guppy superano le lente in un processo di convergenza.

In chiave globale, nonostante le contraddizioni evidenziate, permane la view di un mercato orientato al rialzo, sia sotto il profilo del trend che sotto il profilo ciclico (v. grafico sotto).
Non ci resta che aspettare; poche sedute dovrebbero essere sufficienti a dissipare le nebbie.

 

 

 

     

 

 

 

Analisi del mercato (7/11/2009 - 19:39)

Già da tempo (dal 18 settembre), avevo individuato nella prima decade di novembre il tempo di chiusura di un ciclo di 35 settimane.
Ora le 35 settimane sono trascorse.
E' chiaro che il mercato non è un orologio; sbaglia chi lo considera tale. Pertanto, a parte il fatto che il rispetto del ciclo non è un obbligo del mercato ma una nostra aspettativa, qualche scostamento fa capolino anche quando la ciclicità viene rispettata.
In sede di analisi, uno scostamento di due o tre settimane (che altro non sono se non due o tre candele del grafico) è un'inezia che non compromette il successo dell'analisi; che il minimo sia avvenuto lunedì scorso o che avvenga venerdì prossimo è irrilevante: sempre due barre settimanali sono.
Non si può dire la stessa cosa sul piano del trading, visto che 10 o 15 giorni di errore (le 2 o 3 settimane dell'analisi) possono rivelarsi particolarmente costosi.
Noi ci troviamo appunto in presenza della chiusura del ciclo e ci confrontiamo con il problema di cogliere il punto di svolta. Purtroppo è un problema che non si può risolvere sul piano ciclico: supporre che siamo in area di bottom e pretendere che il mercato rispetti il principio sono due cose diverse.
Lo stesso problema abbiamo con i livelli di prezzo. La mia ipotesi iniziale, ripresa la scorsa settimana, era un livello di 20880; ma non si tratta di un livello scritto sulla pietra. E' un livello ancora da raggiungere, con una estensione del tempo ciclico, o si tratta di un livello sovrastimato, in presenza di un ciclo regolare già concluso?
Vedremo sotto quali sono gli indizi disponibili.
Intanto, scendo dal settimanale al giornaliero proponendo un oscillatore ad 83 dati, 250 dati e 750 dati.

Il primo periodo è 1/3 dell'annuale (un quadrimestrale), il secondo è l'annuale ed il terzo è un triennale.
Come si vede, un nuovo ciclo minore (oscillatore in verde) sembra essersi avviato.
Quando ne avremo certezza, vedremo come calcolare il presunto andamento e l'atteso tempo di arrivo.
Intanto osserviamo che l'oscillatore a 250 dati (azzurro) è in discesa, con un residuo da spendere sul quadrimestrale del quale il ciclo di 83 giorni costituisce il primo terzo.
E' invece in salita (da marzo scorso) la fase iniziale del nuovo triennale.
In parallelo all'andamento di questi oscillatori, possiamo osservare delle bande di Hurst esterne in salita e della bande interne prossime al contatto con la base.

Per un maggiore impatto visivo della situazione di breve, propongo un'ultima ciclicità estratta con l'analisi di Fourier. Le risultanze sono analoghe a quelle viste sopra: anche in questo caso l'oscillatore smussato (in giallo) sembra in procinto di svoltare.

La mia insistenza non intende convincere nessuno; semplicemente rilevo e segnalo che il tempo è scaduto, a prescindere dal fatto che ci sia o meno concordanza tra i classici mensili, trimestrali, ecc.
Ancora una volta ribadisco che tentare di tradare direttamente i cicli, senza supporti più specifici, è come giocare i ritardi del lotto nella speranza che escano presto. I cicli sono molto utili per tracciare uno sfondo, ma la presenza di ciclicità passate non fornisce garanzia che esse saranno rispettate anche in futuro.

Su un piano più direttamente operativo, propongo un grafico con Bande di Bollinger, medie di Guppy e parabolic SAR.

Le bande ci presentano una banda superiore che svolta verso il basso ed un grafico delle quotazioni che rimbalza sulla banda inferiore; questo lascerebbe pensare che la corsa al ribasso è terminata.
Anche il parabolic SAR la pensa così, visto che in chiusura di settimana ha cambiato polarità.
Un po' più ambigue, ma solo apparentemente, le medie di Guppy.
Le medie veloci, infatti, hanno bucato le lente, ma non c'è stata convergenza tra i due gruppi; quindi, si tratta di una perforazione che appare discutibile.
Attendiamo adesso di vedere che succederà la settimana entrante; è ovvio che la tenuta del minimo di martedì (21801 di indice) è essenziale per ragionare in termini di svolta già avvenuta.
 

 

 

 

     
   

 

 

Analisi del mercato (30/10/2009 - 22:23)

La settimana scorsa mi chiedevo se la correzione attesa avesse avuto finalmente inizio; ne ravvisavo i presupposti nel parabolic Sar e nel sentiment system, entrambi negativi, ma ne attendevo conferma nella violazione del canale di trend e nella struttura delle bande di Bollinger; la conferma non si è fatta attendere.

Fermo restando, come è nella mia nota filosofia, che la parola operativa spetta ai segnali che arrivano giorno per giorno, proviamo a leggere un po' la struttura del mercato per capire quale scenario stiamo vivendo.

L'idea che da tempo sto portando avanti è che a marzo sia iniziato un trend rialzista. Che questo sia la svolta del trend ribassista precedente (come credo) o che sia un trend minore ci importa poco ai fini di questa analisi.
A noi interessa osservare la presenza di un rialzo impulsivo che ha trovato una prima correzione a maggio/giugno e che ne sta trovando un'altra adesso.
La correzione, per definizione, ritraccia solo una parte del movimento precedente; nel nostro caso, quello partito a luglio.
Ora, ci potremmo sbizzarrire nel cercare di individuare i possibili obiettivi di questo ribasso. Per quanto mi riguarda, violato il target di 22880 al quale avevo accennato due settimane fa, ripristinerei il target originario dei 20880 punti, che avevo individuato già a metà settembre; si tratta di un livello corrispondente sia alla neckline del testa e spalle rialzista di tutta la struttura che all'intersezione della base di un canale di regressione con il tempo di chiusura del ciclo (per le spiegazioni di dettaglio, v. messaggio 1258 ed analisi delle settimane successive).
Sottolineo che i concetti di allora, validi tuttora, erano basati sulla constatazione che il mercato sta rispettando da tempo una ciclicità di 35 settimane.
Parlando di cicli così lunghi è evidente che una certa tolleranza va messa in conto; tuttavia, queste considerazioni ci sono di grande utilità per capire che stiamo entrando in area di bottom.
Più in dettaglio, e facendo seguito a quest'altro messaggio, a me sembra che giovedì sia iniziato l'ultimo ciclo breve che andrà a chiudersi tra una decina di giorni in concomitanza con il ciclo di 86/87 giorni (altro ciclo di grande regolarità sul nostro indice) e con quello di 35 settimane (175 giorni).
La violenza della discesa di questi giorni, quindi, non è da imputare ad una svolta al ribasso del mercato, bensì alla contemporaneità della chiusura dei due cicli maggiori. Al momento opportuno cercheremo di fissare dei nuovi paletti di orientamento.

 

 

 

 

 

Analisi del mercato (16/10/2009 - 19:25)

Da sempre, ogni volta che scrivo un commento mi pongo il problema di come verranno interpretate le mie parole. So bene, infatti, che un processo naturale spinge il lettore a cogliere di più quegli aspetti che confortano le sue idee ed a sottovalutare gli aspetti contrari; non ci sono precisazioni, eccezioni o richiami che tengano.
Io non ho soluzioni, se non quella di raccomandare un serio sforzo a non personalizzare la lettura.

Nelle scorse settimane ho posto l'accento sulla possibilità che siamo in area di top ciclico. Per le motivazioni sull'argomento, invito a leggere i precedenti commenti. Quello che mi preme enfatizzare ancora una volta è che l'attesa di una chiusura ciclica non è elemento sufficiente per decretare un prossimo ribasso: siamo infatti in presenza di uno sfrenato trend rialzista sul quale la componente ciclica ribassista potrebbe influire poco o addirittura per nulla.
L'attesa di una chiusura ciclica è quindi un elemento che da solo serve a poco, essendo necessariamente richiesto il conforto di altri metodi più direttamente operativi.
Nella situazione attuale, peraltro, la fase di chiusura del ciclo avrebbe natura correttiva del movimento impulsivo rialzista in atto da mesi; in queste condizioni, una lieve flessione o una semplice lateralizzazione assolverebbe allo scopo. Una discesa violenta sarebbe una vera sorpresa.
Non sto dicendo delle novità: queste sono cose che vado scrivendo da settimane con grande chiarezza e con grande enfasi; addirittura con pedanteria.

Abbiamo avuto una seduta di fine settimana al ribasso. In questi mesi ne abbiamo avute altre di sedute al ribasso e tutte sono durate il tempo di un batter di ciglia. Non possiamo sapere se anche quest'ultima ha la stessa natura; l'unica constatazione che si può fare è che, in questo momento, non c'è rottura di supporti, non c'è indicatore che abbia svoltato, non c'è sistema che si sia invertito.

Ammettiamo pure che si scenda. Da circa un mese stiamo considerando un ciclo dominante di 35 settimane, cioè 175 giorni. Proviamo a scomporre questo ciclo in due cicli minori di 87 giorni.
Racchiudiamo i due cicli in un cerchio con il centro corrispondente al punto di chiusura del primo ciclo (punto 15). Dal punto origine del primo ciclo tracciamo il diametro; esso tocca il lato opposto della circonferenza ad un valore di 22887; quello è il target del ribasso SE esso ha inizio subito e SE la ciclicità resta costante.
Ci sono due bei 'SE'; cioè, due condizioni che possono farci da guida ma che devono essere verificate. Fermo restando, in ogni caso, che quand'anche le due condizioni si realizzassero, non è detto che il target reale sia disposto a rispettare il calcolo geometrico.
Faccio notare, per inciso, che il trascorrere del tempo e la persistenza del trend rialzista hanno innalzato significativamente il target indicato nei precedenti commenti.

Che brutta analisi! Adesso vado in giro per il web a leggere delle analisi più serie e più belle, ricche di previsioni, realmente utili ai trader, fatte da veri analisti. Vi consiglio di fare lo stesso.

 

 

 

     

 

Analisi del mercato (10/10/2009 - 14:09)

Finora abbiamo collocato il nostro indice in area temporale e spaziale di top ciclico, con la conseguente attesa di una fase di correzione.
Inoltre, pur individuando un target massimo di flessione a 20880, in quanto livello tecnico sotto diversi aspetti, ci siamo interrogati più volte, sia nel precedente commento che nei messaggi del forum, sulle reali potenzialità dell'attesa correzione.

Riporto qualche espressione al riguardo:

fine del movimento impulsivo non significa automaticamente fine del movimento al rialzo; significa, invece, che è subentrata una pausa sulla cui natura e portata dobbiamo interrogarci; (commento precedente)

comunque sia, non credo ci attenda un periodo di grande flessione; (commento precedente)

per i motivi più volte esaminati, non è detto che a questa fase corrisponda una effettiva e significativa flessione dei prezzi; (http://www.borsanalisi.com/news/1273.shtml)

Pur essendo stato messo in evidenza che una fase correttiva si presta a contraddizioni ed incongruenze trascinandosi dietro tutta una serie di incertezze, non è chiaro, considerato che in chiusura di settimana è stato toccato un nuovo massimo di periodo, se abbiamo assistito ad una fase correttiva di durata straordinariamente breve, che ha chiuso il ciclo daily dominante con il minimo di lunedì, oppure se il ciclo dominante è ancora in area di top.

La prima ipotesi mi sembra da escludere per diversi motivi.
Cito solo il fatto che le bande di Bollinger non si sono allargate come avrebbero dovuto fare nel caso di ripartenza di un movimento impulsivo e faccio anche notare che le barre più recenti sono troppo piccole, espressive di sedute stagnanti, per essere rappresentative della partenza di un nuovo ciclo dominante.

La seconda ipotesi, invece, mi sembra più accettabile; non solo per l'esclusione della prima, ma anche per motivi propri. Sembra, infatti, che la congestione stia assumendo un andamento lateralizzante con una broadening formation, cioè un triangolo in allargamento (riquadro piccolo del grafico).
Questa figura, di solito, si forma ai massimi di mercato preludendo ad una flessione. In questo caso, dovremmo rientrare nuovamente nell'ipotesi di chiusura del ciclo dominante.
Peraltro, se così fosse, questa figura assumerebbe la struttura delle onde di Wolfe che ci permetterebbero di individuare il target del movimento correttivo nel contatto con la base; cosa che, approssimativamente, dovrebbe avvenire sui valori di 21500; un po' più in alto del precedente target di 20880 per il semplice motivo che, nel frattempo, ci siamo avvicinati all'originaria scadenza ciclica della prima decade di novembre.
Teniamo presente che quel 21500, oltre ad essere il target delle onde di Wolfe, verrebbe anche a concidere con il 38,20% di ritracciamento dell'ultima onda rialzista e col supporto statico di settembre: dunque, un livello estremamente significativo.

La sintesi di tutto è che, al momento, non c'è direzionalità; la parola, perciò, passa ai fatti ed alle per indicazioni operative che verrano fornite dall'evoluzione di questa situazione stagnante.

Natale Lanza

 

 

Analisi del mercato (4/10/2009 - 08:32)

La settimana scorsa avevo concentrato il commento sulla perdita di momentum delle quotazioni, rilevabile dai test sempre più incisivi della base della forchetta di Andrew.
Adesso, non solo la forchetta è stata completamente abbandonata, ma ne è anche avvenuto il retest dal basso, in una sorta di veloce pullback che ha dato luogo ad un piccolo doppio massimo, già perfezionato con la violazione della sua base.
E' finita, contemporaneamente, la successione di massimi e minimi crescenti.
Sembra, a questo punto, che il movimento impulsivo rialzista sia terminato e che un'altra fase ci attenda.
Fine del movimento impulsivo non significa automaticamente fine del movimento al rialzo; significa, invece, che è subentrata una pausa sulla cui natura e portata dobbiamo interrogarci.
Notiamo, al riguardo, che la media a 20 giorni è stata violata e le bande di Bollinger si stanno restringendo; la prima cosa da tenere sotto controllo, nei prossimi giorni, è il loro andamento; non sarà difficile rilevare, tra un paio di sedute, se verrà a formarsi uno squeeze (da prendere a riferimento per la successiva violazione) o un allargamento che darà direttamente il via alla camminata al ribasso.

Comunque sia, non credo ci attenda un periodo di grande flessione, dal momento che ci troviamo in presenza di una correzione del precedente movimento impulsivo citato sopra. Abbiamo già più volte rilevato l'esistenza di una ciclicità a 35 settimane che dovrebbe trovare la chiusura del ciclo in corso nella prima decade di novembre. Prendendo per buono, come ipotesi di partenza e salvo aggiustamenti strada facendo, il canale di regressione che racchiude la salita iniziata a marzo, i prezzi dovrebbero intercettare la base del canale, alla data di chiusura del ciclo, ad un valore di 20880. Singolare la coincidenza che, a quel livello, passa la neckline del testa e spalle rialzista sulla quale si dovrebbe infrangere il pullback.

Natale Lanza

 

 

Analisi del mercato (25/09/2009 - 20:27)

Nell'ultimo commento siamo partiti dall'esame della situazione settimanale e, passando attraverso quella giornaliera, siamo arrivati all'analisi oraria.
Quel percorso è stato necessario per mettere in evidenza una situazione di fondo stabilmente positiva, nella quale la candelona rossa oraria finale minacciava di essere il primo passo dell'attesa correzione.
Adesso sappiamo com'è andata e, visto che non ci sono stati movimenti eclatanti, faremo il processo inverso per tentare di capire come l'attuale situazione di breve (sui grafici orari) si inserisca nella struttura di fondo.


Cominciamo col dire che, malgrado la noia di una settimana piatta, il segnale negativo orario offerto dalla candela finale di venerdì 18/9 è stato confermato nelle recenti sedute.
Infatti, come sarà già stato rilevato da tutti, al box precedente ha fatto seguito un box più basso.
Si tratta, in entrambi i casi, di situazioni di congestione, ma i livelli di prezzo si sono stabilmente abbassati. Mi sembra di poter dedurre che il mercato è passato da un sistema di 'avanzata' ad un sistema di 'tenuta'.


Sul fronte giornaliero, la situazione appena descritta trova espressione in prezzi che bucano la base della forchetta di Andrew ed in medie veloci di Guppy che convergono e ripiegano verso le medie lente.
Interessante notare ciò che avviene all'interno delle Bande di Bollinger.
Per 3 volte la banda superiore ha respinto i prezzi verso la media mobile. Ci si potrebbe chiedere se questo terzo respingimento troverà il supporto della media, come accaduto nei due casi precedenti.
Forse sarà così, ma non si può ignorare che la situazione è andata progressivamente deteriorandosi, come si rileva dal confronto con la forchetta di Andrew: la prima volta, il minimo (a contatto con la media) si è formato al di sopra della base della forchetta; la seconda volta il minimo ha lambito la base; adesso il minimo ha violato la base.
C'è, in altri termini, una chiara perdita di momentum, rispetto alla direzione della forchetta, come evidenziato dal segmento azzurro che unisce i tre minimi successivi. Si può ragionevolmente supporre che, questa volta, i prezzi violeranno la media mobile dirigendosi verso la banda inferiore di Bollinger.

Più in là di queste osservazioni non si può andare: come detto sopra, il mercato si è mosso in lateralità con ridotta volatilità; se si esclude la candela di lunedì, le altre sono state davvero striminzite. Questo significa che il trading multiday resta congelato fino all'apparizione di una rivitalizzazione degli scambi con movimenti impulsivi.

Tuttavia, la presenza di questi limiti non impedisce di fare delle ipotesi sul futuro del mercato.


Osservando il grafico giornaliero, si vede come il top di periodo sia rimasto quello di venerdì 18/9. Passando ad un grafico settimanale, la breve correzione finora abbozzata è perfettamente compatibile con l'ipotesi, già avanzata in precedenza, che sia iniziata la chiusura di un ciclo a 35 settimane che dovrebbe concludersi nella prima decade di novembre, ad un livello di 20880; livello corrispondente alla neckline del testa e spalle di inversione dai minimi di marzo.
Se questo scenario dovesse realizzarsi, saremmo in presenza di un semestrale con chiusura nella parte alta del suo range, che anticiperebbe nuovi movimenti al rialzo con potenzialità di crescita almeno fino a 29412, target del testa e spalle.

Sostanzialmente, direi che l'eventuale correzione, se viene confermato che le sedute recenti ne sono l'inizio, non ha grandi spazi davanti a sé. Tecnicamente, non ci sono elementi che facciano pensare ad un temuto (da alcuni) o auspicato (da altri) tracollo, ma solo ad una più che fisiologica presa di beneficio di portata e durata contenute.

Del resto, e per una volta mi voglio spingere in considerazioni personali che di tecnico non hanno nulla, resto molto perplesso di fronte alle diffuse opinioni, lette su diversi siti web, su un attuale scollamento tra andamento della Borsa ed andamento dell'economia.
Quest'ultima, si sostiene, non dà segnali incoraggianti e, quindi, le Borse ne dovranno prendere atto; lo scollamento, si dice, si dovrà ricomporre con un affondo delle Borse.

Ora, una prima considerazione è che la correlazione tra Borse ed economia è stata storicamente piuttosto capricciosa, senza che un modello convincente sia mai stato sviluppato. Ad un certo punto, si è arrivati in qualche maniera al compromesso, mai dimostrato, che le Borse anticipano gli andamenti economici.
Ma le Borse stanno salendo! Pur prendendolo per buono, si è dunque capovolto il modello? E' cioè l'andamento dell'economia che adesso anticipa l'andamento delle Borse e non più il contrario?

Una seconda considerazione è data dal fatto che ciò che succede è sotto gli occhi di tutti. Se le Borse salgono, questo significa che la negatività economica, sempre ammettendo una correlazione forte, è stata scontata. Qual è il motivo per cui, ad un certo punto, si dovrebbe cambiare idea? Forse noi trader siamo depositari di particolari 'segreti' sull'evoluzione economica che renderanno inaccettabile, non appena divulgati, un futuro di ulteriore crescita delle borse?
La verità, l'unica cosa che conta davvero, è che le Borse salgono nonostante un presunto degrado della situazione economica. Se questo degrado si dovesse realizzare, non sarebbe una novità.

La terza considerazione è, appunto, che questo degrado è 'presunto'. In realtà, nessuno sa come andranno le cose; quello che si sa è come esse 'stanno andando'. Gli scenari negativi sono già scontati; la vera sorpresa potrebbe essere costituita da scenari meno negativi del previsto.

La quarta considerazione è che le Borse hanno perso troppo. Ma come si può pensare che i detentori di grosse partecipazioni possano consentire di vedere polverizzati i loro capitali? Forse sono stati presi alla sprovvista o, forse, hanno consapevolmente accettato/voluto i recenti tracolli per 'ristrutturare' la loro influenza azionaria. Qui non stiamo parlando di trader come me e voi. Stiamo parlando di quelli che contano davvero e che tengono le redini in mano.

A me pare, in conclusione, che solo un evento esogeno imprevisto di grande impatto potrebbe innescare un processo di avvitamento traumatico; altrimenti, tra alti e bassi, la strada è tracciata.
E sia chiaro che non è un ottimista ad oltranza a parlare; nessuno, e tutti voi mi siete testimoni, è stato più negativo di me durante la discesa, anche quando da molte parti si invocavano improbabili opportunità di acquisto per via dei livelli bassi raggiunti.

+++++++++

 

Se vuoi regalare questa ed altre importanti newsletters di Piazzaffari ad un amico, inviagli questo link : http://www.liste.it/ . Ci vanno 2 secondi per iscriversi ed altrettanto per cancellarsi. Provare per credere:-)

Sei un bravo analista?  Ti piace scrivere sui titoli tecnologici? Contattami al seguente e.mail : michelep@piazzaffari.org - oppure al cell. 333 6891844.

Il webmaster

* * * * * *


DISCLAIMER

I nostri commenti sulla borsa non costituiscono un servizio di consulenza finanziaria né sollecitazione al pubblico risparmio.
Chi scrive declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze dei dati riportati e chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio e pericolo.
E' possibile che chi scrive sia direttamente interessato in qualità di risparmiatore privato all'andamento dei valori mobiliari di cui si discute

Vai alla pgina delle Newsletters