http://www.piazzaffari.org

Segui i nostri sistemi gratuiti nella free di PIAZZAFFARI.ORG. Alcuni sono molto interessanti per il tuo trading.

Sei un bravo analista? Ti piace scrivere sui mercati? Oppure sei un trader e hai un Trading System interessante con cui intendi cimentarti col mercato reale in competizione con altri trader nell'arena di Piazzaffari.org? Contattami al seguente e.mail : redazione@piazzaffari.org - oppure al cell. 338.7967857. Il webmaster: Michele Pianta

 

Pierluigi Gerbino

 

7.06.2018

SPERANDO NEL MIRACOLO

In giro per il mondo c’è molta voglia di rialzo sull’azionario. Ieri gli indici USA hanno messo a segno l’ennesima seduta positiva. La quarta per l’indice principale SP500, che ha chiuso a quota 2.772 (+0,86%) ed avvicinato ulteriormente il suo prossimo obiettivo di 2.802 punti, massimi del 13 marzo scorso. Meglio ancora ha fatto il tecnologico Nasdaq100 (+0,6%) che, raggiungendo quota 7.210, ha messo a segno l’ennesimo massimo storico.
A favorire il ritorno dell’euforia e la discesa dell’indice della paura Vix, che ha terminato la seduta sotto i 12 punti (11,64) per la prima volta da fine gennaio, è la conclusione molto positiva della stagione delle trimestrali, dove gran parte delle imprese ha battuto le previsioni degli analisti, così come stanno facendo quasi tutti i dati macroeconomici comunicati nelle ultime settimane. Si avvicina poi il momento storico dell’incontro tra Trump e Kim, che celebrerà in pompa magna la rinuncia alle armi nucleari da parte della Corea del Nord in cambio dell’eliminazione delle sanzioni e dell’ingresso nord-coreano nel consesso dei paesi civili.
Già le grandi corporation americane fiutano i possibili business che si potranno fare a casa di Kim se l’apertura politica si tradurrà in apertura economica: un’altra possibilità di trovare manodopera a basso costo per produrre la tecnologia per cui gli occidentali vanno matti.
In Europa non c’è il medesimo entusiasmo americano, ma quando Wall Street chiama il rialzo, l’indice tedesco solitamente non si sottrae e trascina un po’ tutto il continente. Pertanto ieri anche l’azionario europeo è salito ed è riuscito persino a contagiare Piazzaffari, che ha raddrizzato una seduta che al mattino sembrava piuttosto compromessa. L’indice Ftse-Mib è infatti sceso fino a 21.413 mentre il maggiordomo Conte presentava alla Camera il suo libro dei sogni senza copertura, ma nel pomeriggio, dopo qualche ampia oscillazione, i ribassisti devono aver sollevato il piede dall’acceleratore, permettendo al nostro indice di seguire il comportamento del Dax tedesco e recuperare così tutte le perdite. La chiusura è stata a 21.807 punti (+0,26%). La candela disegnata ieri è incoraggiante, poiché sembrerebbe essere di esaurimento e, se oggi venisse seguita da una seconda giornata di continuazione del rimbalzo, potrebbe costruire un modello di inversione al rialzo del trend di breve periodo (1-2-3 low). Affinché il modello sia completato occorre che venga superato al rialzo 22.416, un valore ancora piuttosto lontano. Perciò è bene non mettere il carro troppo davanti ai buoi. Tuttavia la tenuta del mercato, che ieri ha evitato l’avvitamento ribassista, è un fatto incoraggiante. Però non basta un indizio per fare una prova, e neanche due, ci dicono gli investigatori. Per cui non bisogna ancora abbassare la guardia.
Anche perché il recupero dell’azionario non è stato accompagnato da un calo dello spread BTP Bund. Anzi, questo indicatore di rischio paese è ulteriormente salito, da 238 di martedì a 246 punti. Ancora di più, dal 2,76% al 2,94% è salito il rendimento del nostro BTP decennale, anche perché ieri, alle perplessità che da tempo ormai attanagliano gli osservatori e gli investitori internazionali sull’affidabilità del nuovo governo, si è aggiunta una sventagliata di dichiarazioni di membri BCE (in particolare Praet e Weidmann, futuro presidente BCE alla scadenza di Draghi) che hanno soffiato sul fuoco dei rendimenti, dichiarando plausibile che nel prossimo meeting BCE di giovedì della prossima settimana, venga annunciata la fine del QE e l’avvio della discussione sul piano di normalizzazione dei tassi.
Perciò i detentori di bond europei hanno cominciato a vendere anche al di là dell’orticello italiano. Lo stesso Bund decennale ha recuperato ben 8 punti base di rendimento, tornando a 0,47%.
Un inasprimento della politica monetaria BCE è certamente un bastone tra le ruote non indifferente allo schema pentaleghista, presentato ieri dal maggiordomo Conte tra una gaffe e l’altra (clamorosa quella registrata in un fuori onda in cui chiedeva a Di Maio se un certo argomento lo dovesse toccare, ricevendo un secco NO dal giovane padrone).
Il libro dei sogni costa circa 100 miliardi l’anno, 50 solo la Dual Tax, che sarebbe il nome esatto da dare a quella che continua ad essere chiamata Flat Tax. Conte ha parlato di aumentare la spesa e ridurre il gettito fiscale. Silenzio su dove si prenderanno le risorse, a meno di credere che basti qualche centinaio di milioni presi dal taglio di stipendi e vitalizi dei parlamentari e qualche decina di milioni prelevati dai pensionati d’oro (ma restituiti cinque volte tanto con gli sconti fiscali della Dual Tax).
Ne deduciamo che verrà fatto un condono, che dovrà essere piuttosto maxi per raggiungere certi gettiti, e sarà comunque una tantum, si allargherà il deficit oltre il 3% del PIL, tetto massimo da non superare secondo il fiscal compact, ed infine si faranno tante preghiere che la crescita esploda, aumentando il denominatore del rapporto Debito/PIL, perché è certo che il numeratore dovrebbe salire vertiginosamente.
Aumento del debito significa necessità di stampare tanti BTP e sperare che il mercato se li compri.
Ma se la BCE smetterà di comprare verrà meno il contributo del maggior finanziatore dello stato italiano negli ultimi anni.
E’ difficile essere ottimisti in queste condizioni.
A meno di chiedere a Di Maio se il miracolo è possibile e vedersi rispondere con un secco SI.


Pierluigi Gerbino www.borsaprof.it

 

6.06.2018

NON PIACE IL DISCORSO DEL PRESTANOME

Il prestanome del nuovo governo italiano penta-leghista ha svolto ieri il suo primo compitino nell’aula del Senato e, come uno studentello alla maturità, ha recitato il discorso ufficiale, che è stato poi votato dalla maggioranza dei senatori, come da attese. Oggi farà il bis alla Camera e poi si appresterà a nominare i sottosegretari che i suoi datori di lavoro Salvini e Di Maio gli avranno indicato.

Il discorso è stato una scialbo riassunto dell’accordo di governo firmato dai suoi padroni, con qualche concessione alla fedeltà alla Nato ed all’Europa, che tanto piacciono a Mattarella, e con qualche dimenticanza. La prima dimenticanza è stata l’affermazione di voler rimanere nell’Eurozona, che nel discorso non ha fatto ed ha dovuto precisare nella replica. La seconda è l’accenno a come si reperiranno le molte decine di miliardi necessari per realizzare il libro dei sogni. Si è limitato a dire che saranno trovati col miracolo della crescita, che tutto colma e tutto sistema.

Intanto, mentre Conte parlava, emissari di Salvini alla riunione dei ministri dell’Interno della UE, che discuteva la riforma del trattato di Dublino sulle politiche migratorie, bloccavano le proposte insieme ai paesi al nucleo dei paesi fondatori dell’UE.

I mercati non hanno gradito la miscela di parole ambiguamente retoriche e fatti praticamente ostili a quell’Unione Europea che si vuole riformare.

E’ ripresa la vendita dei BTP ed il gonfiamento dello spread (arrivato a 239 punti dai 212 del giorno precedente), mentre il rendimento del decennale è risalito al 2,77% dal 2,56% della vigilia.

L’indice Ftse-Mib, mentre le altre borse viaggiavano abbastanza tranquille e col segno positivo, che peraltro anche l’indice italiano nelle prime ore della seduta aveva mantenuto, dopo le parole del maggiordomo di Salvini e Di Maio è passato in negativo ed ha poi chiuso con un -1,18%, che risulta la peggiore performance  europea di giornata.

L’area introno ai 210 punti base dello spread, che avevo indicato nei giorni scorsi come difficile da superare al ribasso, ha effettivamente fatto da supporto ed i venditori sono tornati alla carica.

La giornata odierna diventa pertanto molto importante per verificare la loro convinzione e se qualche compratore vorrà uscire allo scoperto dando a questo Governo una fiducia analoga a quella che gli attribuiscono le camere.

Discorso analogo va fatto anche per l’indice azionario. La ripresa delle vendite ha spinto l’indice nuovamente al di sotto del supporto di 22.000 punti, con chiusura sui minimia quota 21.750, ed ha cancellato il tentativo di tenuta mostrato in mattinata. Il settore bancario appare assai indebolito, per colpa dei titoli di stato ampiamente posseduti, che perdono valore, ma anche per le maggiori tutele previste per i cittadini dal programma di governo nei rapporti con le banche, che potrebbe rendere più difficile il recupero dei prestiti in sofferenza.

Non è un caso che le maggiori perdite tra le blue chips italiane siano tutte a carico delle banche, mentre al rialzo in controtendenza si è visto ST Microelectronics, che ha approfittato dell’ennesimo balzo del listino tecnologico americano Nasdaq100, che ieri è tornato proprio a contatto con i massimi assoluti e che in questi giorni permesso ad Amazon, la balena del commercio elettronico, di arrivare all’incredibile capitalizzazione di 800 miliardi di dollari, quasi metà del PIL italiano.

Ma il nostro indice è purtroppo in ben altre faccende affaccendato. Deve assolutamente evitare di avvicinarsi troppo al supporto di 21.122, minimo della scivolata del 29 maggio. Un nuovo test potrebbe produrre un ulteriore avvitamento sotto i 21.000 punti e magari approdare al successivo supporto di 20.580.

La situazione italiana torna a farsi piuttosto delicata. Sarà bene che i padroni di Palazzo Chigi, Salvini e Di Maio, imparino presto l’arte del silenzio, che in questi casi è prezioso per calmare i timori dei mercati. Potrebbero chiedere qualche ripetizione accelerata al maggiordomo Conte, che ha dimostrato nei giorni scorsi di esserne grande maestro.

Pierluigi Gerbino    www.borsaprof.it

 

+++++++++++++++++++++++++

DISCLAIMER


I nostri commenti sulla borsa non costituiscono un servizio di consulenza finanziaria né sollecitazione al pubblico risparmio. Chi scrive declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze dei dati riportati e chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio e pericolo.
E' possibile che chi scrive sia direttamente interessato in qualità di risparmiatore privato all'andamento dei valori mobiliari di cui si discute




Vai a Piazzaffari con un click:

http://www.piazzaffari.org