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Breve corso sull'utilizzo del software 

Metastock

 

Lezione N. 3  di Vittorio Castellano

 

Come si utilizzano gli indicatori in Metastock

 

Vediamo come si utilizzano gli indicatori in Metastock. Cominciamo con il riprendere la nostra chart del FIB 30 e "ripuliamola" un po’, eliminando le scritte.

Uno degli indicatori più diffusi è sicuramente la Media Mobile (anche se io credo di essere uno dei pochi che non la utilizza, e comunque preferisco altri indicatori della stessa famiglia, come la Time Series Forecast, am questo è un altro discorso) , per cui cominciamo ad inserire una MM a 200 giorni. Cliccate sulla casella al centro della barra degli strumenti (nella parte superiore del video), la casella chiamata Indicator QuicklList (in alternativa Insert => Indicator o CTRL + I) e selezionate Moving Average. Per selezionarla dovete fare click con il sinistro e trascinare (tenendo premuto il pulsante sinistro) in un punto dello schermo.

Mentre trascinate, notate che il grafico del prezzo cambia colore, diventando rosa; non lasciate ancora il pulsante del mouse, e provate a spostarvi nella finestra del volume: sarà il grafico del volume a diventare rosa. Torneremo su questo gioco di colori tra poco; per ora assicuratevi che sia rosa il grafico del prezzo, trascinando il mouse dentro la finestra superiore, e lasciate il pulsante sinistro. Metastock vi chiederà di impostare alcuni parametri: Time Periods è l’elemento principale, poiché indica l’orizzonte temporale sul quale deve essere calcolata la MM (impostatelo a 200); shift orizzontale e verticale (lasciateli a zero); il metodo (scegliete esponenziale) ed il price field (lasciatelo a Close); potete anche scegliere il colore, il tipo di linea ed eventualmente tracciare una linea orizzontale.

Scegliete OK, ed avrete tracciato la MM esponenziale a 200 gg, senza shift orizzonatle né verticale, basata sul prezzo di chiusura. Se volete modificare uno qualsiasi di questi parametri, potrete farlo anche in un secondo momento, con il doppio click sul grafico della MM (oppure selezionandola e poi Format => Selected Object; o ancora con il clik con il destro e poi Moving Average Properties).

Provate a spostare la MM in una nuova finestra. Cliccate sul grafico della MM e trascinatela sulla barra del titolo di una qualsiasi finestra interna; notate che il cursore cambia forma quando si trova sulla barra del titolo, simboleggiando un grafico dentro una finestra. Lasciate il pulsante sinistro quando il mouse si trova su una barra del titolo, e Metastock creerà una nuova finestra contenente la MM; era solo un esperimento, perché noi vogliamo che la MM sia nella stessa finestra dei prezzi (di solito si usa la MM per verificarne i cross con il prezzo). Facciamo l’operazione inversa: cliccate di nuovo sulla MM e trascinatela nella finestra dei valori. Chiudete la finestra che conteneva la MM, ormai rimasta vuota, cliccando sulla x piccola a destra nella barra del titolo della finestra vuota.

Un altro indicatore tipico (di momento) è l’RSI. Per costruirlo, cliccate sulla Indicator QuickList e scorretela fino a trovare Il Relative Strength Index; di nuovo cliccate e trascinate l’RSI, controllate che sia in rosa il grafico dei valori ma, questa volta, create una nuova finestra in cui tracciare il grafico dell’RSI. Per creare una nuova finestra, come visto, lasciate il pulsante del mouse quando vi trovate sulla barra del titolo di una finestra interna. Metastock crea una nuova finestra, subito al di sopra della finestra sulla cui barra del titolo avete cliccato.

Vi viene chiesto, come al solito, di definire i parametri: impostate l’RSI a 20, calcolato sul prezzo di chiusura, di colore blu scuro, linea continua. Cliccate su OK e notate come Metastock abbia automaticamente inserito le linee orizzontali a 30 e 70 (i tipici valori che, attraversati dall’RSI, dovrebbero generare segnali di acquisto o vendita). Per inciso, potete modificare o eliminare queste linee orizzontali (così come aggiungerne altre) modificando le proprietà dell’RSI, ma per ora lasciatele così.

Vi ricordate che avevamo tracciato qualche linea verticale, in corrispondenza delle inversioni di tendenza che ci sembravano significative? Possiamo cominciare ad usarle. Cosa fa l’RSI in coincidenza con quelle linee? Si può dire, per ora con una certa approssimazione, che all’inizio di ogni fase discendente l’RSI è in calo da un massimo, e che all’inizio di ogni fase ascendente l’RSI è in rialzo da un minimo. Però, purtroppo, non è vero il contrario (ad esempio che ad ogni rialzo dell’RSI da un minimo corrisponda l’inizio di una fase di crescita del prezzo), per cui non possiamo trarre molte indicazioni operative. Un’indicazione, però, la abbiamo: non aprire posizioni lunghe quando l’RSI è in calo da un massimo, né posizioni corte con un RSI in rialzo da un minimo.

Proviamo a modificare il periodo dell’RSI, tra i parametri. La scelta dell’orizzonte temporale più adatto dipende da molti fattori: la vostra strategia di trading (cassettisti o intraday), il mercato di riferimento, la security. Purtroppo non si sfugge al limite generale dell’a.t.: più è lungo l’orizzonte temporale sul quale vengono calcolati gli indicatori, maggiore è il ritardo nel generare il segnale di acquisto o vendita; più si restringe il periodo, maggiore è il numero di falsi segnali generati.

Fate le prove che volete, verificate se riuscite a trovare un orizzonte temporale che soddisfi la vostra strategia di trading, ma alla fine, almeno per questi esercizi, impostate il Time Period a 5 (che implica, ovviamente, un trading piuttosto aggressivo). Se volete, potete anche utilizzare più RSI (con diversi periodi di riferimento) nella stessa finestra: potreste usare un RSI a 5gg ed uno a 20gg (ma ricordatevi di colorarli diversamente!), ed il segnale di acquisto o vendita sarà tanto più forte quanto confermato da entrambi gli indicatori.

Prima di aggiungere qualche altro indicatore sul prezzo, inseriamone uno sul volume. Spesso, nello studio del volume, si usa una MM per attenuare i picchi dovuti a situazioni particolari (ad es. scadenze tecniche; per inciso, questa è anche l’unica utilità che io attribuisco alle MM applicate ai prezzi, ma è un’opinione personalissima, da non raccontare ad un analista di impostazione anglosassone, per il quale la EMA, Exponential Moving Average, è quasi il Vangelo!).

Nella Indicator QuickList scegliete nuovamente la Moving Average, cliccate e trascinatela nella finestra del volume, quindi lasciate il mouse. Avrete notato che il grafico del volume era diventato rosa, e ormai avrete capito che quel colore indica la variabile sulla quale viene calcolato l’indicatore. In altre parole, se lasciate il mouse quando è rosa il volume, costruirete una MM del volume (come in questo ultimo caso); se lasciate il mouse quando è rosa il prezzo, costruite una MM del prezzo. Con lo stesso principio, potete anche costruire indicatori di indicatori (ad es. una MM dell’RSI costruito precedentemente).

A questo punto vogliamo eliminare l’istogramma del volume, e lasciare solamente la sua MM. Non possiamo cancellare il volume, poiché si cancellerebbero anche gli indicatori costruiti su di esso (la MM), però possiamo nasconderlo in diversi modi: tra le proprietà del volume, potete impostare il colore a bianco, oppure scegliere lo stile trasparente, od anche lo stile a "punti" (l’ultimo disponibile nella casella degli stili), molto poco visibile. Scegliete questa ultima soluzione, che non fa scomparire completamente i valori del volume, ma li pone in secondo piano rispetto alla sua MM. In questo modo, avremo di fatto sostituito il volume con la sua MM a 3 gg; l’obiettivo di questa tecnica (che gli americani chiamano "Smoothing", appiattimento) è quello di eliminare picchi anomali, sostituendo al valore di una variabile (il volume, in questo caso) la sua media esponenziale degli ultimi x giorni (3, nel nostro caso). Al solito, aumentando x, si smussano maggiormente i picchi ma si arriva ad avere informazioni meno utili.

Torniamo al nostro grafico (che dovrebbe risultare più o meno come il seguente, ma cercate di riprodurlo identico), e notiamo come un volume "elevato" (EMA a 3gg superiore a 20,000, la linea orizzontale che avevamo tratteggiato in precedenza) indichi spesso la potenziale rottura di una situazione di equilibrio.

Giunti a questo punto, siamo in grado di aggiungere tutti gli indicatori che desideriamo.

A me piace utilizzare un altro indicatore di momento, lo stocastico, per cui proviamo ad inserirlo in una nuova finestra. Per quanto riguarda i parametri, fate tutte le prove che desiderate, poi impostate: %K a 10 con slowing 4; %D a 5, metodo semplice.

Prima di andare avanti, fermiamoci un attimo a studiare lo stocastico che ci suggerisce qualcosa. La regola di a.t. sarebbe, lo ricordo, buy quando %K (rossa nel grafico) attraversa %D (nera tratteggiata) dal basso, e sell quando %K incontra %D dall’alto. Sorprendentemente, questo è proprio ciò che accade in prossimità delle nostre linee blu verticali (i famosi "punti critici"), ed è tanto più vero quanto questi incroci tra %K e %D si verificano all’esterno (o in prossimità) delle linee orizzontali critiche (che per la a.t. sono quelle uguali a 20 ed 80).

Possiamo trarne una legge? Sicuramente no. Indicazioni? Sì: mai aprire una posizione lunga (e chiudere quelle eventualmente aperte) quando %K e %D sono in prossimità di 80; mai aprire una posizione corta (e chiudere quelle eventualmente aperte) quando %K e %D sono in prossimità di 20. In ogni caso, pronti a chiudere le posizioni aperte quando si verifica un incrocio tra %K e %D che genera un segnale opposto alla nostra posizione aperta, anche se lontano dai valori 20/80.

Infine, per esercizio, aggiungiamo un indicatore di volatilità. Ce ne sono molti, secondo me tutti di efficacia discutibile, ma proviamo con l’r-squared, in una nuova finestra, a 14 giorni, basato sul prezzo di chiusura. Come regola, si utilizzano finestre diverse quando si costruiscono indicatori con scale dei valori diverse (anche se si può avere la doppia scala, una a sinistra ed una a destra), e soprattutto per evitare eccessiva confusione in una finestra.

La regola vuole che significativi cambiamenti di valore nell’r-squared possano preannunciare variazioni nell’andamento del prezzo (rottura di una situazione di equilibrio). Divertitevi pure a fare esperimenti in tal senso, io non sono giunto a conclusioni operative utili, anche se avere un’idea abbastanza precisa della volatilità che caratterizza il mercato in un dato momento è fondamentale per impostare alcune strategie, soprattutto sui derivati.

Alla fine, il nostro grafico dovrebbe essere diventato come segue.

meta3b.gif (34296 byte)

 

A questo punto, avete quasi tutte le conoscenze di base che vi servono per utilizzare Metastock. Potete tranquillamente divertirvi a sperimentare gli indicatori disponibili, a modificarne i relativi parametri come meglio credete, ricordando che l’obiettivo finale deve essere sempre lo stesso: individuare dei segnali

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