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Breve corso sull'utilizzo del software 

Metastock

 

 

Vittorio Castellano

Esercizio: analisi del FIB30 con Metastock

 

Alcune premesse: i dati sono settimanali, aggiornati al 31/10/99; sul volume è tracciata la sua media mobile esponenziale a 4 settimane (20 giorni); la scala delle Y è logaritmica. Quest’ultima è una scelta quasi obbligata per grafici di estensione temporale superiore all’anno; ricordo che, su una scala logaritmica, uguali incrementi percentuali nel grafico determinano uguali incrementi sulla scala (in parole povere, tra 10.000 e 20.000 c’è lo stesso spazio che c’è tra 20.000 e 40.000), mentre su una scala aritmetica uguali incrementi assoluti nel grafico determinano uguali incrementi sulla scala (sempre in parole povere, tra 10.000 e 20.000 c’è lo stesso spazio che c’è tra 20.000 e 30.000).

 

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Vediamo qualche caratteristica. Il lungo canale ascendente nella parte sinistra è in realtà la parte terminale di un canale rialzista iniziato anni prima. Nel periodo Settembre 96 – Febbraio 98 ha portato il derivato da 14.500 a 29.000, con un insostenibile rendimento del 100% in 18 mesi, pari a più del 60% annuo. La rottura al rialzo della resistenza (le linea superiore del canale) è stato il colpo di coda che poteva far presagire la fine della fase fortemente rialzista. E’ interessante notare come i volumi, in questa fase, siano stati in lenta ma regolare crescita, come i manuali di a.t. richiederebbero.

Tra marzo ed agosto il FIB è oscillato tra 34.000 e 39.000, con volumi in calo, e, fallito un secondo tentativo a 39.000, è precipitato (in termini tecnici "ha ritracciato") fino a circa 26.000, perdendo all’incirca la metà dei 24.000 punti guadagnati da Settembre 96. I ritracciamenti da 1/3 a ½ dei guadagni conseguiti sono abbastanza frequenti, perché anche i mercati dopo una corsa devono riposare; chi crede alle teorie di Fibonacci applicate alla finanza ritiene di poter prevedere durata ed intensità sia dei ritracciamenti che dei successivi impulsi (ritracciamenti al rialzo), ma io non sono uno di questi.

Da ottobre 98 a gennaio 99 il tentativo di rialzo è stato poco convinto, come testimoniano i volumi in calo, ed era in realtà dovuto principalmente all’introduzione dell’Euro (ricordate la cosiddetta Euro-euforia?). Il nuovo rimbalzo a 39.000 costituisce un triplo massimo evidenziato dalla retta orizzontale superiore.

Le altre rette orizzontali sono a quota 35.000, che ha costituito una forte resistenza per tutto il mese di settembre (se ne parlava nella prima lezione di Metastock), ed a quota 31.500, che rappresenta invece il supporto che ci sta "salvando" da novembre scorso.

Ma l’elemento più importante del grafico è la retta discendente rossa, che da inizio anno costituisce una fortissima resistenza. Questa resistenza ha dapprima formato un triangolo (evidenziato in rosso) con la trendline ascendente rossa: la rottura di questo triangolo ha determinato una reazione piuttosto violenta che ha portato il Fib a testare il supporto a 31.5000.

Di nuovo la trendline discendente ha stroncato, insieme alla resistenza a 35.000 il tentativo di rimbalzo di agosto-settembre, rimandando il Fib a 31.500 (se riguardate la prima lezione è più evidente, perché i dati lì sono giornalieri). Prima o poi avverrà lo "scontro" tra la trendline discendente ed il supporto a 31.500, nel senso che una delle due dovrà cedere, e ci sarà da ridere (o piangere).

Assolutamente anomalo l’enorme aumento dei volumi nella seconda metà di Agosto, tanto che mi viene da pensare ad un errore da parte del fornitore di dati. Anomalo soprattutto perché il volume degli scambi in Borsa non è affatto aumentato, e i forti scambi sul mercato dei derivati ma non sul sottostante non sono generalmente buon segno.

Qualcuno può anche divertirsi a cercare sul grafico qualche Testa-Spalle, che secondo gli analisti tecnici rappresentano una delle figure in assoluto più affidabili, ma io non ne ho mai ricavato alcuna indicazione operativa utile, almeno sul mercato azionario italiano.

 

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Una conferma della costrizione dei corsi viene dal grafico Point & Figure che, se tagliato con parametri alti (box a 500 punti e reverse a 3, il che significa che vengono presi in considerazione solamente i movimenti di almeno 1.500 punti), evidenzia il basso numero di movimenti violenti nel 1999 (ad eccezione di gennaio, sul quale valgono le considerazioni di sopra). Si vedono meglio, come in tutti i grafici P&F, le fasi del mercato.

 

Fatta questa veloce analisi di medio/lungo periodo, non molto rassicurante, passiamo ad un orizzonte temporale molto più breve, che secondo me è quello che meglio si adatta alla a.t. (in altre parole, credo che con la a.t. si possano fare discrete previsioni di brevissimo/breve periodo, ma non di lungo; opinione personale, ovviamente, che forse deriva dal mio tipo di esperienza lavorativa).

Anche qui una premessa: il volume è stato sostituito dalla sua media mobile a 5 giorni, il che consente di ridurre l’impatto di picchi anomali. Per inciso, sono dell’idea (eretica) che questa sia la principale, se non unica, utilità delle medie mobili. Su una media di così breve periodo è quasi ininfluente la scelta del tipo di media (semplice, geometrica o esponenziale).

La finestra superiore contiene il prezzo, rappresentato dal classico grafico a barre (Open, High, Low, Close), la MM esponenziale a 200 giorni (la linea tratteggiata), la Time Series Forecast a 14 giorni, la trendline discendente rossa ed il supporto a 31-500-32.000 blu, di cui già detto. Ci torneremo tra un attimo.

Le altre finestre contengono il volume, lo Stocastico a 5 e 3, l’RSI a 14 giorni in rosso e quello a 5 in blu (a me piace usare entrambi gli indicatori, e a volte ci aggiungo anche il MACD, anche se molti sostengono che sia inutile utilizzare più indicatori della stessa famiglia, quella degli indicatori di momento, in questo caso), un indicatore di volatilità anch’esso a 14 gg.

 

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Cosa ne ricaviamo? Intanto si nota nuovamente che o il supporto o la trendline discendente dovranno rompersi, ma questo già lo sappiamo. Il prezzo viaggia sotto la propria EMA (Exponential Moving Average, Media Mobile Esponenziale) a 200 gg; per me questa informazione è completamente inutile, ma per qualunque analista tecnico serio la EMA a 200 gg è sacra. Un prezzo che attraversa la propria media mobile dall’alto indica la fine del momento rialzista; quando il prezzo taglia la propria media mobile la fase ribassista è finita.

Sfortunatamente le indicazioni che vengono dagli incroci tra prezzo e media mobile sono sempre tardivi (l’indicazione arriva quando la fase è finita da un pezzo, e maggiore è l’ampiezza della media mobile e maggiore sarà il ritardo nell’informazione), e spesso inattendibili (i cosiddetti falsi segnali)-

Gli stessi analisti ammettono che le EMA sono poco significative nei periodi di incertezza, perché vengono attraversate dal prezzo troppe volte per poter dare indicazioni affidabili. Di fatto, se provate a costruire un Trading System basato sulla sola media mobile otterrete risultati peggiori di quelli che otterreste comprando e vendendo a caso.

Le stesse considerazioni valgono per la Time Series Forecast, poiché è costruita in modo molto simile alla EMA; in questo caso il prezzo è superiore alla TSF a 14gg; per gli analisti, questo sarebbe un segnale rialzista. Un'altra indicazione piuttosto popolare nasce dall’incrocio tra due diverse medie mobili, una di lungo ed una di breve periodo, per le quali valgono le stesse considerazioni fatte prima a proposito degli incroci tra prezzo e media mobile: quando la media di breve taglia quella di lungo dal basso, il prezzo dovrebbe salire; nel nostro caso, la TSF a 14 ha tagliato dall’alto la EMA a 200 e rimane ben al di sotto di essa, quindi ribasso. Fin qui, non ci si capisce nulla.

Del volume abbiamo detto prima, a proposito dell’analisi di medio/lungo.

Vediamo lo stocastico. Ricordo la regola: comprare quando lo stocastico taglia la retta dei 20 punti (quella blu nella parte inferiore della finestra dello stocastico) dal basso; aprire posizioni al ribasso quando lo stocastico taglia la retta degli 80 punti (quella blu superiore nella stessa finestra) dall’alto. E’ un indicatore che seguo spesso: compro quando lo stocastico (linea rossa continua) attraversa la propria media mobile (linea nera tratteggiata) dal basso, soprattutto se in uscita dalla fascia inferiore della finestra (quindi con valori vicini o inferiori a 20); chiudo le posizioni lunghe (rialziste) quando è molto vicino o addirittura dentro la parte superiore della finestra (valori vicino o superiori ad 80); apro posizioni al ribasso quando lo stocastico taglia la propria media mobile dall’alto, soprattutto se si trova nella parte alta della finestra, per chiuderle quando si avvicina alla parte inferiore. Regola fondamentale: chiudere le posizioni, anche in perdita, se lo stocastico "si gira". Es concreto: a metà Luglio avevo aperto una posizione rialzista vedendo lo stocastico intorno a 20, attraversare dal basso la propria media (unito ad un RSI di breve basso ed in rialzo, anche se non in ipervenduto, e ad una volatilità in aumento, tutti segnali potenzialmente rialzisti). Ho chiuso la posizione in perdita quando, quasi subito, lo stocastico è nuovamente sceso sotto la propria media. Sarebbe stato più corretto aspettare la fine di Agosto, quando sia stocastico che RSI segnalavano un forte ipervenduto, si erano girati al rialzo, la volatilità era più elevata ed i volumi in aumento.

Ad oggi, lo stocastico è un po’ alto (vale 77.79), anche se ancora orientato al rialzo (viaggia sopra la propria media mobile) e non in ipercomprato.

Sull’RSI valgono considerazioni simili. La regola è: comprare quando l’RSI attraversa dal basso il valore 30 (la retta blu inferiore nella sua finestra); aprire posizioni ribassiste quando l’RSI attraversa dall’alto il valore 70 (retta blu superiore). Queste indicazioni sono più forti se giungono sia da un RSI di brevissimo (io uso quello a 5 gg) che da uno un po’ più profondo (ad es. a 14gg, come in questo caso), e se l’RSI di più breve periodo attraversa quello di periodo meno breve.

Ad oggi, l’RSI a 5gg è un po’ alto (71.45), in leggero ipercomprato (ma un valore di 71 non è un ipercomprato significativo per un RSI di così breve periodo), non ancora in calo; quello a 14gg totalmente neutro (51.36).

Gli indicatori di momento, nel loro insieme, suggeriscono che non è proprio il caso di aprire posizioni lunghe adesso, che è troppo presto per aprire posizioni corte, e che, se si sono aperte più posizioni rialziste ai segnali positivi di metà ottobre, è il caso di cominciare a chiuderne qualcuna per prudenza e prendere un po’ di profitti.

L’indicatore di volatilità segnala un possibile cambiamento nel trend del prezzo quando assume valori elevati, anche se è difficile utilizzarlo correttamente nel brevissimo periodo. In questo momento non sembra avere le idee chiare nemmeno lui.

 

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Infine, un’occhiata alle candele giapponesi, che costituiscono generalmente uno strumento abbastanza affidabile.

Sul grafico sono riportati alcuni degli indicatori di prima: la EMA a 200, la TSF a 14, la trendline discendente ed il supporto orizzontale, più quattro barre verticali che identificano altrettanti mini-cicli. Anche qui c’è un po’ di incertezza: una fase nettamente negativa, che ha portato l’indice da 36.000 a 31.500, un rimbalzo, il movimento laterale di settembre, sempre frenato dalla resistenza psicologica a 35.000, una nuova discesa verso la retta di supporto ed il tentativo di rimbalzo in corso. Le ultime quattro candele, tutte bianche, sono rialziste.

CONCLUSIONE (finalmente!): Grande incertezza, prima di tutto. Il quadro di medio-lungo periodo non é tranquillizzante, ma già ho avuto modo di esprimere la mia idea sulla utilità (molto bassa) della a.t. su periodi non brevi, per cui la cosa non mi preoccupa più di tanto. Ci sarebbe anche da dire che io opero solamente sul breve (e questo forse spiega la mia sfiducia nei confronti dell’a.t. di medio-lungo, che deriva magari da mie scarse capacità interpretative), per cui potrei disinteressarmi del quadro di medio-lungo, se non fosse dimostrato che le maggiori perdite su operazioni di breve si fanno quando si va contro la tendenza di medio-lungo; anzi, sarebbe buona regola evitarle proprio, queste operazioni.

Nel brevissimo periodo noterei una leggera intonazione positiva, pur in un range di oscillazione piuttosto ristretto; gli indicatori di momento, però, sono troppo alti per aprire posizioni adesso, e suggeriscono piuttosto di prendere qualche profitto ed attendere gli sviluppi.

Se le conclusioni tipiche degli analisti tecnici sono "o sale o scende", io oggi direi "o scende o rimane dove è". Per un rialzista, sarebbe importante una piccola pausa di consolidamento, magari anche con una piccola flessione, tanto per scaricare un po’ gli indicatori di momento di brevissimo; questo permetterebbe di ripartire al rialzo, anche se si tratterebbe comunque di movimenti contenuti, fino alla rottura del supporto o della trendline discendente di resistenza. Persino un trader dovrebbe in questo momento evitare di aprire nuove posizioni (con la sola eccezione della vendita di opzioni allo scoperto), in attesa che:

    • Ci sia un deciso peggioramento della situazione generale, nel qual caso si possono aprire posizioni ribassiste;

    • Si scarichino gli indicatori di momento, per riaprire posizioni rialziste

Per i cassettisti non c’è proprio spazio di manovra: possono tranquillamente comprare qualche obbligazione ed andare in vacanza per almeno un paio di settimane.

 

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