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Corso di analisi tecnica - 5^ lezione -  

dott. Natale Lanza

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ANALISI ALGORITMICA

Premessa

Con l’avvento dei computers, l’analisi tecnica ha fatto un enorme balzo in avanti: non solo grazie alla possibilità di tracciare istantaneamente quei grafici che, prima, dovevano essere disegnati con righello e matita, ma anche e soprattutto per la possibilità di manipolare quantità enormi di dati e di estrarre da essi informazioni di vario tipo attraverso la costruzione di specifici indicatori.

Per la verità, alcuni di questi indicatori erano stati ideati tempo prima dell’era informatica, ma solo successivamente si è resa possibile sia la loro sofisticazione che la loro diffusione di massa. Solitamente non vengono utilizzati, singolarmente, in chiave operativa ma hanno funzioni di supporto all’esame dei grafici; in alternativa, se utilizzati congiuntamente, possono formare la base di sistemi operativi complessi (i trading systems) che forniscono segnali di acquisto o di vendita al verificarsi di determinate condizioni.

In linea col resto del lavoro, illustreremo solo gli indicatori più semplici la cui comprensione è presupposto essenziale per approfondimenti successivi:

n     medie mobili;

n     momentum e roc;

n     pista ciclica.

 

Medie mobili

Una media mobile non è altro che la media delle ultime N quotazioni; ogni giorno che passa, si aggiunge il valore nuovo e si procede al ricalcolo.

Presenta alcune caratteristiche:

n     è un indicatore di tendenza, tanto più sensibile quanto minore è la quantità degli elementi che ne compongono la base di calcolo; una media a 5 giorni è estremamente più sensibile alle variazioni di tendenza rispetto a una media a 200 giorni;

n     le sue segnalazioni non possono essere tempestive; qualunque sia la base di calcolo, la corrispondente tendenza non può che essere rilevata con ritardo, dal momento che il calcolo viene effettuato all’ennesimo giorno e, a quel punto, l’inversione può già aver avuto inizio da tempo;

n     smussa l’erraticità delle quotazioni riducendo il rumore, cioè quelle oscillazioni che non sono dovute a variazioni di tendenza ma a fattori estemporanei di mercato.

Esistono diversi tipi di medie mobili, ma le più diffuse sono:

n     media aritmetica semplice;

n     media esponenziale.

La prima si calcola facendo il rapporto tra la somma delle quotazioni degli ultimi N giorni e il loro numero:

                                      q1 + q2 + q3+ . . . . . . . .qn

                                                       n                         

La seconda tiene traccia della serie storica delle quotazioni, privilegiando quelle più recenti.

Il primo valore si calcola come media aritmetica semplice.

I valori successivi vengono calcolati con la seguente formula:

C*2/(ng+1)+M*(1-2/(ng+1))

con:

C = ultima chiusura

M = media precedente

ng = numero giorni (ampiezza della media)

Al costo di un procedimento di calcolo un po’ più complesso, la media esponenziale presenta il vantaggio di attenuare notevolmente il fenomeno degli sbalzi, tipici delle medie aritmetiche semplici, dovuti non all’effetto del dato più recente ma a quello della eliminazione del dato più antico.

 

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L’utilizzo più semplice che si può fare di una media mobile è quello di procedere ad acquisti di titoli quando il prezzo passa da sotto a sopra (perfora al rialzo) la propria media e di procedere a vendite nel caso inverso.

Tale tecnica, sicuramente pagante nei periodi di tendenza fortemente definita, presta il fianco sia a una operatività poco tempestiva per via dei ritardi nelle segnalazioni che, in periodi poco direzionali, a una serie di falsi segnali allorquando i prezzi cominciano a oscillare ripetutamente sopra e sotto la propria media.

Un’alternativa, sempre inficiata dall’inconveniente del ritardo e, un po’ meno, dai falsi segnali, può essere quella di procedere ad acquisti quando la media svolta verso l’alto e a vendite quando svolta verso il basso.

 

Momentum e Roc

Il momentum è un indicatore di velocità della tendenza: sapendo che la velocità è data dal rapporto tra lo spazio percorso e il tempo impiegato a pecorrerlo, possiamo dire che il momentum è il rapporto tra una variazione di prezzo e il tempo in cui tale variazione è avvenuta.

Quindi, il momentum non è altro che la risultante della seguente formula:

prezzo attuale - prezzo N giorni addietro

                           N

Ora, a differenza della velocità di percorrenza di uno spazio, nel nostro caso N è una costante in quanto, una volta fissato, viene preso a base invariabile per i calcoli; può quindi essere tolto tranquillamente dal denominatore così che il momentum diventa:

prezzo attuale - prezzo N giorni addietro

Più che il momentum, calcolato come differenza dei prezzi, si utilizza spesso il ROC (rate of change) che relativizza le variazioni con la seguente formula:

100 * (prezzo attuale - prezzo N giorni addietro)

                   prezzo N giorni addietro

Momentum e ROC oscillano intorno allo zero e segnalano trend rialzista se assumono valori crescenti e trend ribassista se assumono valori decrescenti.

Per ridurre l’erraticità del segnale, si calcola normalmente una media mobile del momentum o del ROC e ci si riferisce ad essa piuttosto che all’indicatore puro.

Segnali operativi possono essere ricavati quando l’indicatore perfora la propria media mobile verso l’alto (segnale di acquisto) o verso il basso (segnale di vendita), oppure quando attraversa la linea dello zero. Ribadiamo comunque il concetto che tali segnalazioni presentano tanti di quei punti deboli da non risultare realmente efficaci se utilizzate nella maniera appena indicata.

Altri segnali che possono essere forniti dagli indicatori in esame si riferiscono alla rilevazione di situazioni di eccesso (ipercomprato e ipervenduto):  infatti, in un grafico dell’andamento storico del momentum o del ROC, si possono individuare dei picchi estremi, a livello dei quali il mercato o il titolo hanno arrestato o invertito la loro direzione di marcia; questi livelli possono essere considerati dei campanelli di allarme qualora dovessero essere toccati dall’indicatore nella situazione corrente.

 

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Pista ciclica

E’ data dalla differenza percentuale tra una quotazione e una sua media mobile. Fatta uguale a zero la media mobile, la pista ciclica può essere rappresentata graficamente come una linea che oscilla a cavallo di un asse orizzontale (la media mobile) rivelando un rafforzamento della tendenza, positivo e negativo, tanto maggiore quanto più il suo andamento si allontana dalla linea dello zero.

Inoltre, così come visto anche per momentum e ROC, si possono individuare dei livelli storici di ipercomprato e ipervenduto ai quali ci si può riferire per valutare il grado di tensione della situazione corrente.

 

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Osservazioni

Malgrado gli sforzi effettuati dagli analisti, non è stato ancora individuato, e probabilmente non lo sarà mai, l’indicatore perfetto.

Ognuno, tra pregi e difetti, permette di cogliere solo alcune caratteristiche di un andamento dei prezzi, e non sempre con efficacia costante.

Fra l’altro, accade spesso che indicatori diversi offrano segnali discordanti a fronte di una medesima situazione: sta alla bravura dell’analista coglierne il significato di sintesi in relazione anche ai segnali che provengono da altri tipi di analisi.

    

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