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Corso di analisi tecnica - 2^ lezione -  

dott. Natale Lanza

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TREND

Premessa

La tendenza o trend non è altro che la direzione lungo la quale si muove il grafico delle quotazioni di un bene finanziario.

Di norma, il movimento presenta una serie di oscillazioni che possono rendere poco evidente questa direzione di marcia se non si definiscono prima le regole interpretative.

Se si osserva l’andamento di un grafico di lungo periodo, diciamo di più anni, si può rilevare, all’interno di una tendenza di massima ben definita, l’esistenza di finestre temporali ridotte durante le quali il movimento si sviluppa in direzione opposta a quella principale; se si scende ancora in maggiore dettaglio si possono osservare ulteriori movimenti in controtendenza rispetto a quelli precedenti; e così via.

Tutto questo significa che l’individuazione di una tendenza non può prescindere dalla preventiva definizione dell’arco temporale di osservazione: ciò che, ad esempio, può apparire come una tendenza al ribasso di breve periodo, se guardata in un quadro più generale, si rivelerà probabilmente come una semplice correzione temporanea di una tendenza al rialzo di più lungo periodo.

Trendlines

Una volta stabilito quale deve essere l’ambito di osservazione, si adotta generalmente una tecnica molto semplice per l’evidenziazione della tendenza da rilevare: si uniscono con una retta più punti di minimo relativo in caso di movimento ascendente o più punti di massimo relativo in caso di movimento discendente. Queste rette prendono il nome di trendlines o linee di tendenza.

Naturalmente, una volta tracciata la trendline, può accadere che il movimento, pur mantenendo la stessa direzione, accentui significativamente angolazione accelerando. Sta alla sensibilità dell’analista la decisione sull’opportunità di mantenere la vecchia trendline o di tracciarne una nuova. Normalmente, a meno che non si vogliano rilevare tendenze di periodo minore rispetto a quello sotto osservazione, si provvederà a tracciare una nuova trendline solo se le nuove oscillazioni presentano all’incirca la stessa ampiezza di quelle precedenti; in caso contrario sarà opportuno considerarle come movimenti minori nell’ambito di un trend più ampio.

Un grafico che viola o, come più comunemente si dice, perfora la trendline segnala un esaurimento del trend in atto. Pertanto, un trend si considera esaurito se il grafico scende sotto il livello della trendline nel caso di movimento ascendente o sale sopra il livello della trendline nel caso di movimento discendente.

Per quanto detto prima, naturalmente, l’esaurimento di un trend di una determinata ampiezza rappresenta la ripresa del trend di ampiezza superiore: la fine di un trend in discesa da un mese significa ripresa del trend rialzista di un più lungo periodo.

Canali

Si usa spesso tracciare una parallela alla trendline facendola passare per almeno un punto di massimo se la trendline è ascendente o un punto di minimo se la trendline è discendente.

Si ottiene, così, un canale la cui logica interpretativa è identica a quella delle trendlines.

Il canale dà, in più, la visione dell’ampiezza delle oscillazioni e, quindi, la possibilità di valutare lo spessore del mercato. Canali più ampi, infatti, derivano da un maggiore spessore del mercato e sono solitamente riferiti a periodi temporali più lunghi; pertanto, proprio perché maggiormente consolidati, riflettono maggiori probabilità di persistenza del trend.

Viceversa, canali ristretti, specie se particolarmente ripidi, risultano abbastanza fragili e poco affidabili.

Osservazioni

Può accadere, naturalmente, che il valore quotato del quale si traccia l’andamento si snodi, tra alti e bassi, in direzione laterale. La scarsa direzionalità prende il nome, in tal caso, di congestione, ma restano ugualmente validi i concetti sopra esposti.

 

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