Premessa
Man mano che, nel corso degli anni, l'analisi tecnica deludeva sempre di più, non per
mancanza di validità intrinseca, ma per la discutibile soggettività delle sue
risultanze, gli operatori cominciavano a sentire l'esigenza di introdurre un elemento che
sottraesse il più possibile le segnalazioni operative agli effetti dell'emotività
personale.
Dapprima presero a parlare di autodisciplina, riferendosi a un'autoimposizione a seguire
le indicazioni dell'analisi tecnica, anche quando non convinti sotto il profilo razionale,
senza rendersi probabilmente conto che il problema restava ugualmente senza soluzione:
intanto con l'autodisciplina, comunque la si intendesse, non veniva ancora risolta
l'eterna questione del conflitto tra i vari indicatori; inoltre, qualsiasi sforzo
interiore l'analista facesse, continuava a non esserci modo di svincolare l'operatività
da grafici e calcoli soggetti a interpretazione.
Con la diffusione dei personal computers, però, si è scoperto che, trasformando in
algoritmo il processo valutativo, poteva essere delegato alla macchina il compito di
analizzare le informazioni disponibili e di generare dei segnali operativi direttamente
utilizzabili.
L'oggettività veniva così assicurata e l'autodisciplina acquistava il senso
dell'osservanza, senza discussioni, del responso del computer; erano nati i trading
systems.
Non bisogna naturalmente equivocare: un trading system non presuppone necessariamente un
lavoro al computer; lalgoritmo può essere, nei casi più semplici, sviluppato anche
dalloperatore, ma è solo quando questultimo non interferisce in alcuna
maniera nellelaborazione dei fattori decisionali che può essere assicurata
lobiettività di valutazione necessaria per fare la differenza tra un sistema
meccanico e uno discrezionale.
Principi di base
Nei trading systems vengono fondamentalmente forniti al computer tre tipi di informazioni:
* una serie storica di quotazioni;
* dei parametri da utilizzare per il calcolo degli indicatori prescelti;
* delle regole da utilizzare per la generazione dei segnali operativi.
Benché, a rigore, sia sufficiente la predisposizione di un solo indicatore, i trading
systems sono di solito programmati per la elaborazione congiunta di più strumenti
di analisi tecnica; il problema della eventuale conflittualità tra le risultanze
viene risolto con il ricorso a un algoritmo di calcolo che produce segnalazioni di
acquisto o di vendita solo nei casi in cui queste siano compatibili con tutte le regole
prefissate.
Progettazione
La realizzazione di un trading system passa attraverso una serie di fasi.
Intanto la progettazione. Un'intuizione, una lettura, un'emulazione fanno talvolta
scattare la convinzione che, combinando opportunamente certe tecniche di analisi, si possa
aumentare la frequenza dei successi.
Non è esattamente così, non almeno in assoluto. Anzitutto il trading system deve essere
progettato con specifico riferimento alle caratteristiche intrinseche di un mercato o di
un indice o di un titolo, alla frequenza connessa al tipo di attività, alla strategia che
si intende adottare. Anche il grado di predisposizione al rischio da parte dell'operatore
costituisce fattore fondamentale da prendere in considerazione, perché da esso dipende lo
spessore dei filtri che il sistema deve superare prima di produrre i suoi segnali.
La progettazione richiede, poi, un'oculata scelta degli indicatori sulla cui azione
congiunta dovrà basarsi l'elaborazione. Dovranno essere quindi scelti degli strumenti che
siano in grado non solo di rilevare con sufficiente approssimazione l'esistenza di una
tendenza o di una fase di congestione, ma anche di rapportare alle varie situazioni di
mercato le segnalazioni operative.
Dovrà, infine, essere pianificato un equilibrato criterio di gestione delle uscite dal
mercato sia in caso di guadagno che in caso di perdita.(°)
Insomma, prima di procedere alla realizzazione di un trading system o, ancor più,
al suo utilizzo operativo, è necessario ricercare con estrema attenzione l'esistenza
della massima compatibilità tra il prodotto e le proprie strategie di investimento.
Realizzazione
L'idea progettuale prende corpo con la identificazione degli indicatori e dei parametri di
massima che devono essere utilizzati dal programma computerizzato di analisi tecnica per
la generazione dei segnali operativi.
Anche se la progettazione è stata accurata, è comunque necessario porre estrema
attenzione a non mettere in piedi un modello in grado di funzionare ottimamente, in sede
di simulazione, su un determinato andamento storico, ma privo di qualsiasi capacità di
valutazione del presente.
E' facile, infatti, ed avviene solitamente quando si usano troppi indicatori oppure
indicatori fortemente correlati l'uno all'altro, arrivare attraverso successivi
aggiustamenti alla realizzazione di un sistema capace di produrre utili favolosi nella
sperimentazione su dati passati, ma del tutto inidoneo a cogliere le dinamiche di mercato
o, come comunemente si dice, a generalizzare.
In ogni caso, per quanta attenzione si possa dedicare alla costruzione del sistema, non
esiste alcuna garanzia che un modello che ha funzionato in passato possa continuare a
funzionare in futuro; è tuttavia molto difficile, al contrario, che un modello inefficace
in fase di simulazione possa poi funzionare bene nella realtà operativa.
Ottimizzazione
E' sicuramente la fase più delicata.
Consiste nell'aggiustamento dei parametri, successivamente alla loro fissazione su valori
di massima, per renderli idonei a raggiungere contemporaneamente il duplice scopo di
massimizzare i profitti e di dimostrare efficienza su tutto il periodo di simulazione.
Occorre quindi procedere sperimentando le varie possibilità fino all'individuazione di
quella che produce i migliori risultati.
E' intuibile che più numerosi sono i parametri da ottimizzare, più lungo è il processo
di aggiustamento; bastano pochi valori, da provare in tutte le combinazioni possibili, per
rendere interminabile questa fase, anche con l'uso di un computer potente.
Per poter confidare, poi, nelle capacità di generalizzazione del sistema, cioè nella sua
attitudine a funzionare nell'operatività reale, è necessario che esso venga provato, con
risultati soddisfacenti, su più intervalli temporali che riflettano condizioni di mercato
differenti; da respingere senza esitazione quei modelli sulla base dei quali vengono
conseguiti utili favolosi i quali, a un'attenta analisi, si rivelano dovuti a ben precise
situazioni di mercato di natura eccezionale.
In proposito, è abbastanza diffuso un convincimento insidioso il cui vizio di fondo,
evidentemente, sfugge a molti. In pratica, si prova un modello su un determinato periodo
di tempo (training) e, quando i risultati sono soddisfacenti, lo si riprova su un diverso
periodo (testing). Se lesito è positivo anche questa volta il modello viene
adottato, altrimenti si ricomincia daccapo. Ora, la ripetuta ricerca di parametri che
soddisfino anche lintervallo di test significa che questultimo, in effetti,
non diventa altro che un prolungamento del periodo di training o, in altri termini,
che il vero test può essere effettuato solo con lapplicazione pratica del modello.
Una buona via duscita può essere trovata, come detto più sopra, nella suddivisione
dellintero periodo in più intervalli temporali (3 o 4) e nella ricerca di risultati
soddisfacenti in ognuno di essi tenendo presente che, in presenza di più soluzioni
apparentemente simili, va privilegiata quella che garantisce maggiore stabilità di
risultati, quella cioè che consegue una maggiore omogeneità nella distribuzione dei
profitti su tutti i periodi presi in esame.
E' necessario verificare, in fase di ottimizzazione, che la frequenza delle operazioni sia
adeguata al tipo di attività che il modello è chiamato a disciplinare e che esista un
rapporto favorevole tra numero di operazioni in utile e numero di operazioni in perdita e
tra utile medio e perdita media per operazione, tenuto conto dell'entità delle
commissioni operative. Da non sottovalutare, ovviamente, il fenomeno per il quale al
trading system viene richiesto di produrre segnali su quotazioni che, al momento poi
dell'intervento operativo, per quanto tempestivo, non sono più attuali.
Errato il concetto, per la verità piuttosto diffuso, relativo all'esigenza di una
riottimizzazione frequente del trading system.
Infatti, o il modello ha la capacità di generalizzare, cioè di cogliere aspetti diversi
del mercato, e in tal caso possiede già delle caratteristiche di
autoadattamento, oppure
è stato male progettato.
Non esistono alternative. Se l'operatore avverte l'esigenza di monitorarne frequentemente
l'adeguatezza, vuol dire che i risultati non sono soddisfacenti. In tal caso è
probabilmente meglio rivedere l'intera struttura piuttosto che i parametri.
Esempio
Nell'esempio che segue non possono essere rigorosamente rispettati tutti i principi sopra
esposti in quanto:
* manca il presupposto fondamentale della definizione di una strategia operativa;
* non si conoscono i costi relativi all'attività che scaturisce dai segnali del trading
system.
La dimostrazione, tuttavia, pur non prefiggendosi alcun obiettivo operativo, propone un
modello che può essere agevolmente integrato o modificato nella sua struttura per essere
adattato a diversi tipi di esigenze.
Loggetto della sperimentazione è l'indice Comit,(°) del quale è disponibile una
lunga serie storica, e si suppone che l'intervento venga effettuato sul valore di chiusura
del giorno successivo a quello di generazione del segnale. Il modello, pertanto, tiene
già conto delle divergenze, prima evidenziate, che possono esistere tra il livello della
quotazione al momento della generazione del segnale e quello dell'epoca di intervento.
Gli strumenti di analisi tecnica prescelti sono il rate of change (ROC), per la
rilevazione della velocità
della tendenza, e il relative strength index (RSI), per l'individuazione delle situazioni
di maggior forza del mercato, corrispondenti a un livello posto in prossimità della zona
di ipercomprato; non esiste alcuna valida controindicazione al fatto che si tratta di due
indicatori di momento fortemente correlati tra loro, visto che la struttura delluno
è completamente diversa da quella dellaltro.
L'adozione di parametri piuttosto lenti fa emergere un sistema non molto aggressivo ma
solido, con segnali di acquisto in presenza di un mercato fortemente orientato al rialzo e
segnali di azzeramento delle posizioni in caso di indebolimento della tendenza.
Fissato un livello abbastanza elevato dell'RSI, il sistema genera, infatti, un segnale di
acquisto non appena il valore dell'indicatore o di una sua media mobile viene a
trovarsi sopra tale livello e, contemporaneamente, il valore del ROC viene a
trovarsi in posizione superiore a quello di una sua media mobile; genera, invece, un
segnale di vendita quando il valore del ROC perfora al ribasso la sua media mobile.
Per la definizione esatta di ciascun parametro, viene fissato un minimo ed un massimo
lasciando al programma di ottimizzazione l'incombenza di provare iterativamente tutte le
combinazioni possibili e di scegliere quella che massimizza il profitto.
Le sole condizioni poste, dopo aver suddiviso il periodo di ottimizzazione (dall'1.6.1990
al 28.6.1996) in tre intervalli di uguale lunghezza, prevedono il conseguimento di utili
in ciascuno di essi e una distribuzione la più equa possibile. La suddivisione in più
intervalli soddisfa pienamente la necessità, generalmente avvertita, di provare il
trading system su un periodo e di verificarlo su un altro al fine di misurarne
lefficacia, come già detto sopra, in condizioni di mercato differenti.
Il programma realizza il massimo profitto proponendo l'adozione dei seguenti valori
limite:
* media mobile a 2 giorni dell'RSI su base di 14 giorni rapportata al valore di 74;
* ROC a 13 giorni riferito alla sua media mobile a 56 giorni.
L'utile conseguibile, complessivamente del 107,85% su base 1000 (a fronte di un indice
rimasto complessivamente invariato) con 22 operazioni di acquisto e altrettante di
vendita, risulta così suddiviso(°) :
- 1.6.90/26.6.92 - 508 sedute di Borsa: +10,69% su base 1000 (buy and hold: -38,06%)
- 29.6.92/24.6.94 - 507 sedute di Borsa: +59% su base 1106,90 (buy and
hold: +51,28%)
- 27.6.94/28.6.96 - 507 sedute di Borsa: +18,10% su base 1759,96 (buy and
hold: -5,87%)
Tenuto conto che il sistema è stato progettato per la sola gestione di posizioni lunghe
nell'ambito di tendenze al rialzo e che la liquidità risulta impegnata solo per
poco più del 21% dell'intero periodo (330 giorni su 1522), i risultati possono essere
considerati ampiamente soddisfacenti.
Nella figura che segue si può rilevare chiaramente come il grafico dell'andamento dei
profitti cumulati (equity line), sovrapposto a quello dell'indice Comit, formi
regolarmente dei gradini in salita in occasione dei rialzi di mercato e si stabilizzi in
occasione dei ribassi.