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Corso di analisi tecnica - 12^ lezione -

tenuto dal dott. Natale Lanza

 

 

Operatività:tecnica e modi

 

INTRODUZIONE

Esistono diversi modi di operare nel mercato azionario: col fiuto, sulla base di letture di giornali e reports, con l'aiuto di "dritte" e "soffiate", con tecniche più metodiche.

Fiuto. Esistono indubbiamente delle persone che riescono, con l'ausilio di un grosso intuito, a fare cose eccezionali in Borsa. Il fiuto, tuttavia, è qualcosa di innato. O lo si ha o non lo si ha. Quindi, non è una tecnica che si può apprendere. C'è da aggiungere, però, che anche chi opera col fiuto (e mi viene automaticamente da pensare ai vari Warren Buffet, Peter Lynch, George Soros) non opera caoticamente sulla base di quello che gli passa per la mente, ma si avvale comunque di tecniche operative al cui vaglio sottopone le proprie intuizioni; basta leggere la letteratura su questi personaggi per rendersene conto.

Letture di giornali e reports. Sorvolerei proprio sui giornali. Quando la notizia appare sulla stampa è già vecchia e superata. Al massimo può far rumore ancora per un paio di giorni grazie all'intervento dei ritardatari. Nulla di più.

Qualche spunto maggiore lo offrono talvolta i reports delle istituzioni finanziarie più serie. Intanto sono il frutto di valutazioni ponderate e poi, per loro natura, vanno ad alimentare lo stesso processo che propongono. E' probabile che un buy di una grossa banca d'affari provochi degli acquisti che altrimenti non si avrebbero. La controindicazione è che qualche volta i suggerimenti dei reports possono non essere del tutto obiettivi o possono essere determinati forzatamente da situazioni contingenti. Si pensi a una situazione di forte rialzo e alla necessità per gli uffici studi delle istituzioni finanziarie di alzare i target dei vari titoli prima ancora, e non dopo, di trovare una giustificazione agli obiettivi di prezzo indicati.

Dritte e soffiate. Le soffiate, quelle vere, le possono dare solo gli insider, con gli effetti giuridici che la diffusione delle notizie provocherebbe. Non è escluso che grosse istituzioni finanziarie (Sim, Banche, Società di gestione) possano essere in possesso di notizie qualificate di qualche utilità. Ma  allora la notizia si trova, diciamo, a metà strada tra la riservatezza e la diffusione. Il titolo interessato, con ogni probabilità, ha già cominciato a manifestare dei movimenti anomali che possono essere già stati colti con un'attenta analisi anche da chi non è in possesso della notizia. Anche questi casi, tuttavia, sono abbastanza limitati e nulla hanno a che vedere col fenomeno, del tutto dilettantesco, delle dritte che nel corso di forti rialzi di borsa vengono sparate da tutte le parti. Se chiunque di noi, in una fase di accentuata tendenza rialzista del mercato, spaccia per dritte le proprie opinioni su 10 titoli quotati è più che probabile che almeno in un paio di casi faccia un'eccellente figura.

Tecniche operative. La tecnica costituisce l'arma di chi  vuole operare razionalmente per conseguire profitti costanti non soggetti all'erraticità dei mercati. Si rinuncia a degli extra-profitti connessi talvolta a un atteggiamento disinvolto, ma si ha la quasi certezza di non incorrere nelle catastrofi alle quali quello stesso atteggiamento prima o poi inevitabilmente conduce. La tecnica, inoltre, non esclude necessariamente la possibilità di beneficiare dei metodi più empirici prima elencati. Semmai, costituisce uno strumento per sottoporli a un vaglio di verosimiglianza.

Nell'ambito delle tecniche operative si inserisce l'annosa, ma ormai pressoché universalmente definita, questione della competizione tra analisi tecnica e analisi fondamentale. E, come se non bastasse, ha fatto da qualche tempo apparizione tutta una serie di tecniche sperimentali ispirate all'intelligenza artificiale.

Analisi fondamentale. I fondamentalisti sostengono che, nel lungo andare, i corsi azionari tendono a riflettere il reale valore delle società quotate; deducono quindi che, individuando realtà attuali e potenzialità patrimoniali ed economiche di queste società attraverso un'attenta lettura dei loro bilanci, si possono formulare valide previsioni sui futuri livelli di prezzo delle azioni con grande beneficio per una corretta strategia di investimento.

Analisi tecnica. L'analista tecnico non mira a conoscere il valore reale di un'azione bensì quel valore che ad essa attribuirà, a breve, il mercato. Egli è infatti convinto di poter rilevare, con l'ausilio di particolari procedure, le speranze, le paure, gli umori, razionali e irrazionali, dei compratori e dei venditori giungendo così a sintetizzare e fotografare, a un dato istante, tutti quei fattori che normalmente sono ritenuti inquantificabili ma che, nondimeno, incidono in maniera preponderante sul processo di formazione dei prezzi; gli diventa più facile, a questo punto, decidere quando comprare e quando vendere e cosa comprare e cosa vendere in perfetta sintonia con la tendenza e le prospettive del momento.

Intelligenza artificiale. E' una branca a sé stante. Più che una scuola di pensiero è un insieme di tecniche che mirano a simulare il processo di ragionamento umano (sistemi esperti e sistemi fuzzy), il funzionamento biologico del cervello (reti neurali) o l'evoluzione delle specie viventi (algoritmi genetici). Prescinde, in sé, dai principi del pensiero tecnico e di quello fondamentale in quanto si può avvalere di elementi di uno solo di essi, di tutti e due o di altri ancora.

Non c'è motivo di affrontare l'accademica questione, peraltro generalmente superata,   della competizione tra scuola fondamentale e scuola tecnica. Entrambe hanno una propria ragione di essere ed entrambe presentano delle caratteristiche che le rendono più appropriate in certe circostanze con riferimento a obiettivi specifici.

L'analisi fondamentale si propone di verificare la salute generale, per così dire, di un titolo. E' un check-up il cui fine non è quello di individuare l'esistenza o la possibilità di insorgenza di un comune raffreddore. L'analisi tecnica, al contrario, si orienta soprattutto verso i sintomi piuttosto che verso le cause.

Si pensi alle variazioni che i titoli quotati hanno in un breve periodo di tempo. Forse un aumento o una diminuzione generalizzata delle quotazioni può indurre automaticamente a ritenere che, contemporaneamente, sia realmente variato l'effettivo valore delle società quotate? Viceversa, stabilito che i valori fondamentali fanno prevedere una crescita economica e patrimoniale della società, si può forse automaticamente ritenere che le quotazioni azionarie siano destinate ad aumentare? Nel breve periodo ben altri elementi assumono preponderanza: esistenza di un trend generale rialzista o ribassista, situazione politica, influenza delle borse estere e chissà quant'altro.

In sintesi, se nell'analisi fondamentale è prevalente l'aspetto previsionale, nell'analisi tecnica è prevalente l'aspetto gestionale, la logica dell'una non è la logica dell'altra, gli obiettivi dell'una non sono gli obiettivi dell'altra.

Ognuna delle due ha una sua ragion d'essere determinata dalle esigenze delle società di gestione di fondi comuni o di altri investitori istituzionali e da quelle dei traders più o meno sfrenati.

In ogni caso, un'analisi di tipo fondamentale che faccia da sfondo alle scelte di breve periodo non può che accrescere le probabilità di successo del trader. Ugualmente, il ricorso all'analisi tecnica per la scelta del momento di intervento non può che giovare a un investimento strategico da attuare sulla base dei fondamentali.

Nessun conflitto, fortunatamente, sussiste con le tecniche di intelligenza artificiale che, come si vedrà, possiedono come denominatore comune la capacità di apprendere le regole, di qualsiasi genere,  che soggiacciono a processi noti per applicarle a situazioni in corso di evoluzione. Paradossalmente, il punto di forza delle tecniche di intelligenza artificiale è allo stesso tempo un punto di debolezza. Se, infatti, il processo in evoluzione non trova affinità, affinità e non uguaglianza, in uno dei processi che hanno costituito la base dell'apprendimento, l'intelligenza artificiale è, con molte probabilità, destinata a fallire.

Piano di lavoro. Individuati i principi che possono caratterizzare il tipo di approccio alla borsa e i metodi di lavoro che ci devono accompagnare nelle decisioni, è ora possibile tracciare uno schema del percorso che occorre seguire per dare efficacia agli interventi sul mercato.

E' bene, in proposito, fare qualche precisazione.

L'interesse primario dell'operatore di borsa non è quello di fare previsioni ma quello di conseguire utili e, ancor prima, quello di preservare il capitale disponibile.

E' abbastanza naturale che tutti noi, supportati dalle informazioni in nostro possesso, ci cimentiamo continuamente, in misura più o meno consistente, a fare previsioni sul futuro andamento della tendenza e sugli obiettivi di prezzo di questo o quell'altro titolo.

Non che questo sia sbagliato ma, si sa, il mercato raramente asseconda le previsioni; le variabili che agiscono sono tali e tante che basta poco per vanificare gli sforzi intrapresi in dipendenza della valutazioni personali.

In questo, probabilmente, sono avvantaggiati i fondamentalisti che, nella loro ottica di lungo periodo, mostrano propensione a non curarsi delle erraticità correnti.

Chi opera a breve invece, ha sì il vantaggio di potere approfittare anche delle possibilità offerte da limitate escursioni delle quotazioni ma, di contro, ha l'onere di stare dietro ai movimenti piuttosto che davanti. Per questo è costretto ad accettare alcune condizioni:

- rinunciare a operare sulla base delle previsioni; queste si facciano pure ma solo come punto di partenza per individuare i titoli sui quali si vuole approfondire l'analisi con tecniche che poco o nulla hanno in comune con la previsione;

-  non illudersi di essere in grado di cogliere punti di svolta  o di essere capaci di valutare la durata del trend in corso;

- non aspettarsi che tutte le operazioni siano profittevoli; al limite, non è nemmeno necessario che la percentuale delle operazioni chiuse in profitto sia elevata; ciò che conta è l'entità dell'utile che si è capaci di incassare rapportato alle perdite che si è costretti a subire;

-  non essere pavidi; se le tecniche adottate danno un segnale di entrata è necessario mettere da parte le titubanze; altrimenti  si mettano da parte le tecniche; se una volta si asseconda il segnale perché è coerente con le aspettative e un'altra volta, invece, lo si respinge perché non convince, allora si è completamente fuori strada; questo non significa, naturalmente, che si debbano acquistare tutti i titoli sui quali scattano dei segnali di acquisto; significa solo che, se si è interessati alle FIAT,  per esempio, e le si sta seguendo per un possibile acquisto, allora il momento di entrata non può che essere quello fornito dai sistemi adottati;

- non essere avidi; se si riceve un segnale di uscita, lo si assecondi con decisione: la titubanza può costare cara;

-    non rammaricarsi mai: chissà quante volte accadrà di vendere un titolo che, immediatamente dopo, prende il volo.

Sono regole non facili, anzi decisamente dure da seguire, ma può essere di aiuto il pensiero che la Borsa è sempre lì ad aspettare e che una, due, mille occasioni perdute non significano nulla finché facciamo utili sistematicamente.

Stabilito quale deve essere l'atteggiamento mentale corretto, è possibile ora schematizzare il processo logico che deve accompagnare l'operatività:

- scelta di un sistema appropriato di tecniche operative;

-    intervento e fissazione dei criteri di uscita sia in caso di utile che in caso di perdita;

-  monitoraggio costante delle posizioni assunte;

-  uscita e imputazione dell'utile o della perdita sia alla singola operazione che al complesso delle operazioni che costituiscono la strategia di periodo.


      

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