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OPERARE IN BORSA DALLA A ALLA Z: METODO VELOCE PER I NEOFITI


Rino de Pasquale

redazione@piazzaffari.org


Articolo N. 6

OPERATIVITA’ SUI MERCATI

Operatività nel brevissimo periodo: lo scalping

L'operatività che sta finalmente prendendo piede fra tutti i trader Italiani, dopo anni che viene praticata in America, si chiama scalping: la parola deriva dall'inglese "scalp", speculazione fulminea che sfrutta ogni movimento delle quotazioni. Trattasi di operazioni a durata molto limitata, da pochi secondi a qualche minuto; l'obiettivo di tali operazioni è un veloce anche se contenuto guadagno.

Anche se questo sistema non necessita di un grande uso di indicatori e segnali grafici, è sicuramente indicato per chi ha avuto già molta esperienza con i mercati finanziari. Infatti il neofita che si avventu-rerebbe a praticare lo scalping, pagherebbe a caro prezzo la sua conoscenza di questo affascinante  metodo di trading: impa-rerebbe solo testando con i suoi capitali le entrate e le uscite sbagliate dal mer-cato, subendo notevoli perdite con il rischio di trovarsi, quando ormai ha imparato il sistema, di non avere il capitale per investire.

Cerchiamo ora di individuare quale è il giusto time frame per operare in scalping. Durante la giornata la maggior parte dei movimenti ha un carattere incerto; prima di prendere una posizione  di acquisto o vendita bisogna saper discernere ed individuare quei momenti che sono in grado di produrre un allungo dellequotazioni del singolo titolo: solamente allora quando le prospettive sono soddisfacenti, si può pensare di prendere posizione sul mercato. Una volta scelto il giusto time frame, dovremo scegliere il titolo giusto su cui investire, argomento già ampiamente trattato in un paragrafo precedente.

Ora abbiamo il time frame, abbiamo il titolo giusto: prima di entrare è consigliabile controllare il grafico a barre ogni 5 minuti del titolo in questione, ed aiuta molto (se si tratta di titoli del Mib30) seguire anche il grafico lineare del Mib30 e del Fib30. Infine, è importantissimo avere a disposizione un book a 5 livelli che ci mostra le offerte di acquisto e vendita secondo per secondo. Pur se non possediamo un  software sofisticato, oggi molte Sim offrono l'opportunità di avere tali dati a disposizione, senza alcun pagamento aggiuntivo all'apertura del conto corrente.

Sempre prima di entrare sul mercato, sul grafico a barre del titolo controlleremo l'andamento della congestione dei prezzi: durante tale fase assisteremo ad uno spread denaro-lettera (differenza fra miglior offerta di acquisto e miglior offerta di vendita)  abbastanza ristretto, che non consente di fare operazioni. I grafici lineari del Mib30 e del Fib30 ci daranno indicazioni sull'andamento del mercato in generale; in particolare, andrebbe seguito il gra-fico del Fib30, che influenza a sua volta il Mib30.

Il Fib30 è l'indice future del Mib30; in breve, mentre il Mib30 indicizza le quotazioni dei trenta titoli più capi-talizzati della Borsa Italiana, il Fib30 non è altro che l'opzione di acquisto sul Mib30. In pratica chi opera con il Fib scommette sulla quotazione futura dell'indice Mib30; va da sé che chi acquista Fib, operando su un future, paga il prezzo dell'indice più gli interessi, e per tale motivo la sua quotazione è maggiore di quella del Mib. Ora, facendo le debite considerazioni, cosa fa l 'investitore se all'improvviso ha un grosso gua-dagno sul Fib30? Vende subito per realizzare l'incasso, e poi sùbito investe sui titoli del Mib30, che saliranno all'improvviso a loro volta grazie alla grossa domanda di acquisto; di conseguenza tali titoli salgono di quota-zione, e con loro anche il Mib30. Concludendo: sale il Fib30, salgono i titoli, sale il Mib30. Sperando che questa piccola nota sia servita ai neofiti per afferrare il concetto, proseguiamo.

 

Analisi del book

L'analisi del book ha grande importanza nello scalping: è proprio con il book che lavoreremo prima, ma so-prattutto dopo aver preso posizione sul mercato. Prima di tutto,è importante considerare che, secondo la legge della domanda e dell'offerta, se ci sono più prenotazioni d'acquisto il titolo è destinato a salire, se invece sono maggiori le proposte di vendita, il titolo è destinato a scendere; quindi tutte le proposte nella colonna denaro (proposte di acquisto) e nella colonna lettera (proposte di vendita) andranno sempre monitorate durante l'operazione. Nel primo rigo del book abbiamo la quotazione del titolo in tempo reale, che per noi sarà puramente indicativa; dove infatti andremo a trovare il prezzo sarà nella seconda colonna, dove troviamo: bestbid (miglior proposta denaro) e bestask (miglior proposta lettera). Questi sono i fattori che fanno il prezzo; la differenza fra le due propo-ste è lo spread, che normalmente comprende pochi tick. Il tick varia in funzione della quotazione del titolo secondo i parametri indicati nella seguente tabella:

Se il titolo quota più di 0.3 euro, il tick sarà 0.0005

Se il titolo quota da 0.3 a 1.5 euro,il tick sarà 0.001

Se il titolo quota da 1.5 a 3 euro, il tick sarà 0.005

Se il titolo quota da 3 a 30 euro, il tick sarà 0.01

Se il titolo quota più di 30 euro, il tick sarà 0.05

Monitorando quindi grafico a barre 5 minuti, grafici lineari dell'indice e del Fib30, e il book del titolo che ci interessa, seguiamo questa fase di con-gestione, studiando i movimenti del titolo e degli investitori. Alla rottura del supporto o della resistenza dei prezzi, immediata-mente prenderemo posizione sul mercato: long (acqui-stare) se il trend è in salita, o short (vendere)se il trend è in discesa.

A questo punto le fasi seguenti possono essere due:

1) se la congestione non è durata molto, non si pre-vedono grossi balzi, quindi è preferibile immedia-tamente fissare il nostro obiettivo di guadagno (uno o massimo due tick) ed impostarlo nel book, per prenotare la nostra operazione di uscita dal mercato; chiaramente non esistono mai certezze, quindi fissarsi anche uno stop loss raggiunto il quale uscire immediatamente dal mercato, anche se in pareggio o con una leggera perdita;

2) se la congestione è durata molto, si prevede una grossa esplosione dei prezzi, quindi avremo come obiettivo un guadagno  più alto dei soliti uno o due tick: seguiremo l'andamento a nostro favore del titolo, ed appena noteremo un ritracciamento dei prezzi, provvederemo sùbito a liquidare la nostra posizione per portare a casa i guadagni.

 

Anche in questo caso, sarebbe opportuno fissare uno stop loss, e visto che il titolo si muove velocemente nel trend che noi desideriamo, porteremo tale stop loss sempre più su in caso di trend positivo, o sempre più giu' in caso di trend negativo. Tale tecnica di posizionamento dinamico dello stop prende il nome di trailing stop loss.E' importante considerare che nel momento della rottura dei prezzi, essi si muoveranno talmente in fretta che ci sarà difficile entrare se non siamo tempestivi; sarebbe quindi opportuno anticipare la rottura, carpendo i segnali che preve-dono il breakout. Tali se-gnali possono solamente venire da un'attenta osserva-zione delle proposte in acquisto e in vendita presenti sul book.

Se abbiamo acquistato, monitorando incessante-mente il book, ci prepareremo a liquidare la nostra posizione allorquando noteremo che il titolo dà se-gni di ripiegamento, e vediamo le proposte in acquisto sparire dal book: la più debole pressione del denaro sarà sicuramente sopraffatta dalla pressione della lettera. Allo stesso modo, se abbiamo venduto allo scoperto, ci allarmeremo solo quando vedremo la lettera scomparire velocemente dal book, per farsi sopraffare dalla cre-scente proposta di denaro.  Con questo sistema di operati-vità, naturalmente, non si può pretendere di effet-tuare dieci operazioni su dieci andate a buon fine; l'obiettivo per avere ottimi risultati è di fare sette o otto operazioni positive su dieci, e due  o tre nega-tive. E' sottinteso che se l'esito ci dà cinque opera-zioni positive su dieci, è lampante che questa per noi non è la giusta operatività, e probabilmente siamo portati per quella a medio termine, oppure dobbiamo allenarci molto con la simulazione prima di esporre a rischio i nostri capitali.

Nello scalping è indispensabile prendere una posi-zione per volta; se si sta contemporaneamente den-tro a due titoli non si riesce a valutare con preci-sione qual è il momento più opportuno per uscire, e spesso si finisce col perdere anziché guadagnare.

Il segreto per chiunque, prima di cominciare ad operare, è l'analisi del book: controllare incessantemente i movimenti dei volumi e dei prezzi all' interno del book fino ad imparare i movimenti degli investitori, al fine di prevederli quando si dovrà inpegnare il proprio capitale. Sì, abbiamo parlato proprio di analisi del book: come dicevamo all'inizio di questo studio, nello scalping l'analisi di questo strumento è di gran lunga più im-portante dell'analisi grafica. Come nei grafici, all'interno del book troveremo supporti e resistenze, trend definiti o fasi laterali, volumi e umore del mercato; ma il lato positivo è che i dati ci arrivano tempestivamente (tecnologia push) quindi ci danno la possibilità di prendere immediatamente decisioni operative.

Troviamo un supporto all'interno di un book làddove vediamo la maggiore quantità di titoli in pro-posta di acquisto; dove invece troviamo una grossa quantità di titoli in proposta di vendita, vedremo una resistenza. Attenzione, però: se i quantitativi in acquisto o in ven-dita spariscono senza che si siano verificate compra-vendite, può darsi che si tratti di ordini revocati e, in tal caso, i livelli dove si credeva di aver individuato supporti o resistenze rischiano di cedere sotto la pressione delle contrattazioni.

Un altro elemento da tenere sempre presente, soprattutto se si opera con i coverei warrant, è la presenza del market maker, l'operatore specializzato il cui compito è quello di mantenere liquidità su tale tipo di strumento.

I market maker, detti anche "mani forti",  si pongono con grossi quantitativi in denaro e lettera, pressochè uguali come nu-mero, e limitano l'operatività dei trader ponendosi con una proposta di acquisto leggermente inferiore alla loro stessa proposta di vendita; il range fra il prezzo di acquisto da loro proposto e quello di offerta, è lo spread all'interno del quale ci permettono di operare senza grossi problemi; tale spread in genere è formato da

quattro o cinque tick (che è pari alla minima differenza tra il prezzo denaro e il prezzo lettera del titolo), ma sovente lo troviamo di range più ampio, per esempio sette o otto tick.

Per lo scalping con i covered warrant, per esempio, la situazione ottimale è quella di pochi tick: lo spread va a favore dello scalper, più è basso, meglio è. Se il market maker restringe lo spread, limita la volatilità del titolo: ecco che noi allora ci accontentiamo di molti piccoli guadagni, entrando ed uscendo più volte dalla posizione operativa.

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Questo scritto è redatto al solo scopo didattico- informativo e non costituisce un servizio di consulenza finanziaria né sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio.

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