OPERATIVITA’
SUI MERCATI
Operatività
nel brevissimo periodo:
lo scalping
L'operatività che sta finalmente prendendo piede fra
tutti i trader Italiani, dopo anni che viene praticata in America,
si chiama scalping: la parola deriva dall'inglese "scalp",
speculazione fulminea che sfrutta ogni movimento delle quotazioni.
Trattasi di operazioni a durata molto limitata, da pochi secondi a
qualche minuto; l'obiettivo di tali operazioni è un veloce anche se
contenuto guadagno.
Anche se questo sistema non necessita di un grande
uso di indicatori e segnali grafici, è sicuramente indicato per
chi ha avuto già molta esperienza con i mercati finanziari.
Infatti il neofita che si avventu-rerebbe a praticare lo scalping,
pagherebbe a caro prezzo la sua conoscenza di questo affascinante
metodo di trading: impa-rerebbe solo testando con i suoi
capitali le entrate e le uscite sbagliate dal mer-cato, subendo
notevoli perdite con il rischio di trovarsi, quando ormai ha
imparato il sistema, di non avere il capitale per investire.
Cerchiamo ora di individuare quale è il giusto time
frame per operare in scalping. Durante la giornata la maggior parte
dei movimenti ha un carattere incerto; prima di prendere una
posizione di acquisto o
vendita bisogna saper discernere ed individuare quei momenti che
sono in grado di produrre un allungo dellequotazioni del singolo
titolo: solamente allora quando le prospettive sono soddisfacenti,
si può pensare di prendere posizione sul mercato. Una volta scelto
il giusto time frame, dovremo scegliere il titolo giusto su cui
investire, argomento già ampiamente trattato in un paragrafo
precedente.
Ora abbiamo il time frame, abbiamo il titolo giusto:
prima di entrare è consigliabile controllare il grafico a barre
ogni 5 minuti del titolo in questione, ed aiuta molto (se si tratta
di titoli del Mib30) seguire anche il grafico lineare del Mib30 e
del Fib30. Infine, è importantissimo avere a disposizione un book
a 5 livelli che ci mostra le offerte di acquisto e vendita secondo
per secondo. Pur se non possediamo un software sofisticato, oggi molte Sim offrono l'opportunità
di avere tali dati a disposizione, senza alcun pagamento aggiuntivo
all'apertura del conto corrente.
Sempre prima di entrare sul mercato, sul grafico a
barre del titolo controlleremo l'andamento della congestione dei
prezzi: durante tale fase assisteremo ad uno spread denaro-lettera
(differenza fra miglior offerta di acquisto e miglior offerta di
vendita) abbastanza
ristretto, che non consente di fare operazioni. I grafici lineari
del Mib30 e del Fib30 ci daranno indicazioni sull'andamento del
mercato in generale; in particolare, andrebbe seguito il gra-fico
del Fib30, che influenza a sua volta il Mib30.
Il Fib30 è l'indice future del Mib30; in breve,
mentre il Mib30 indicizza le quotazioni dei trenta titoli più
capi-talizzati della Borsa Italiana, il Fib30 non è altro che
l'opzione di acquisto sul Mib30. In pratica chi opera con il Fib
scommette sulla quotazione futura dell'indice Mib30; va da sé che
chi acquista Fib, operando su un future, paga il prezzo dell'indice
più gli interessi, e per tale motivo la sua quotazione è maggiore
di quella del Mib. Ora, facendo le debite considerazioni, cosa fa l
'investitore se all'improvviso ha un grosso gua-dagno sul Fib30?
Vende subito per realizzare l'incasso, e poi sùbito investe sui
titoli del Mib30, che saliranno all'improvviso a loro volta grazie
alla grossa domanda di acquisto; di conseguenza tali titoli salgono
di quota-zione,
e con loro anche il Mib30. Concludendo: sale il
Fib30, salgono i titoli, sale il Mib30. Sperando che questa piccola
nota sia servita ai neofiti per afferrare il concetto, proseguiamo.
Analisi
del book
L'analisi del book ha grande importanza nello
scalping: è proprio con il book che lavoreremo prima, ma
so-prattutto dopo aver preso posizione sul mercato. Prima di tutto,è
importante considerare che, secondo la legge della domanda e
dell'offerta, se ci sono più prenotazioni d'acquisto il titolo è
destinato a salire, se invece sono maggiori le proposte di vendita,
il titolo è destinato a scendere; quindi tutte le proposte nella
colonna denaro (proposte di acquisto) e nella colonna lettera
(proposte di vendita) andranno sempre monitorate durante
l'operazione. Nel primo rigo del book abbiamo la quotazione del
titolo in tempo reale, che per noi sarà puramente indicativa; dove
infatti andremo a trovare il prezzo sarà nella seconda colonna,
dove troviamo: bestbid (miglior proposta denaro) e bestask (miglior
proposta lettera). Questi sono i fattori che fanno il prezzo; la
differenza fra le due propo-ste è lo spread, che normalmente
comprende pochi tick. Il tick varia in funzione della quotazione del
titolo secondo i parametri indicati nella seguente tabella:
Se il titolo quota più di 0.3 euro, il tick sarà
0.0005
Se il titolo quota da 0.3 a 1.5 euro,il tick sarà
0.001
Se il titolo quota da 1.5 a 3 euro, il tick sarà
0.005
Se il titolo quota da 3 a 30 euro, il tick sarà 0.01
Se il titolo quota più di 30 euro, il tick sarà
0.05
Monitorando quindi grafico a barre 5 minuti, grafici
lineari dell'indice e del Fib30, e il book del titolo che ci
interessa, seguiamo questa fase di con-gestione, studiando i
movimenti del titolo e degli investitori. Alla rottura del supporto
o della resistenza dei prezzi, immediata-mente prenderemo posizione
sul mercato: long (acqui-stare) se il trend è in salita, o short
(vendere)se il trend è in discesa.
A questo punto le fasi seguenti possono essere due:
1) se la congestione non è durata molto, non si
pre-vedono grossi balzi, quindi è preferibile immedia-tamente
fissare il nostro obiettivo di guadagno (uno o massimo due tick) ed
impostarlo nel book, per prenotare la nostra operazione di uscita
dal mercato; chiaramente non esistono mai certezze, quindi
fissarsi anche uno stop loss raggiunto il quale uscire
immediatamente dal mercato, anche se in pareggio o con una leggera
perdita;
2) se la congestione è durata molto, si prevede una
grossa esplosione dei prezzi, quindi avremo come obiettivo un
guadagno più alto dei
soliti uno o due tick: seguiremo l'andamento a nostro favore del
titolo, ed appena noteremo un ritracciamento dei prezzi,
provvederemo sùbito a liquidare la nostra posizione per portare a
casa i guadagni.
Anche in questo caso, sarebbe opportuno fissare uno
stop loss, e visto che il titolo si muove velocemente nel trend che
noi desideriamo, porteremo tale stop loss sempre più su in caso di
trend positivo, o sempre più giu' in caso di trend negativo. Tale
tecnica di posizionamento dinamico dello stop prende il nome di
trailing stop loss.E' importante considerare che nel momento della
rottura dei prezzi, essi si muoveranno talmente in fretta che ci
sarà difficile entrare se non siamo tempestivi; sarebbe quindi
opportuno anticipare la rottura, carpendo i segnali che preve-dono
il breakout. Tali se-gnali possono solamente venire da un'attenta
osserva-zione delle proposte in acquisto e in vendita presenti sul
book.
Se abbiamo acquistato, monitorando incessante-mente
il book, ci prepareremo a liquidare la nostra posizione allorquando
noteremo che il titolo dà se-gni di ripiegamento, e vediamo le
proposte in acquisto sparire dal book: la più debole pressione del
denaro sarà sicuramente sopraffatta dalla pressione della lettera.
Allo stesso modo, se abbiamo venduto allo scoperto, ci allarmeremo
solo quando vedremo la lettera scomparire velocemente dal book, per
farsi sopraffare dalla cre-scente proposta di denaro.
Con questo sistema di operati-vità, naturalmente, non si può
pretendere di effet-tuare dieci operazioni su dieci andate a buon
fine; l'obiettivo per avere ottimi risultati è di fare sette o otto
operazioni positive su dieci, e due
o tre nega-tive. E' sottinteso che se l'esito ci dà cinque
opera-zioni positive su dieci, è lampante che questa per noi non è
la giusta operatività, e probabilmente siamo portati per quella a
medio termine, oppure dobbiamo allenarci molto con la simulazione
prima di esporre a rischio i nostri capitali.
Nello scalping è indispensabile prendere una
posi-zione per volta; se si sta contemporaneamente den-tro a due
titoli non si riesce a valutare con preci-sione qual è il momento
più opportuno per uscire, e spesso si finisce col perdere anziché
guadagnare.
Il segreto per chiunque, prima di cominciare ad
operare, è l'analisi del book: controllare incessantemente i
movimenti dei volumi e dei prezzi all' interno del book fino ad
imparare i movimenti degli investitori, al fine di prevederli quando
si dovrà inpegnare il proprio capitale. Sì, abbiamo parlato
proprio di analisi del book: come dicevamo all'inizio di questo
studio, nello scalping l'analisi di questo strumento è di gran
lunga più im-portante dell'analisi grafica. Come nei grafici,
all'interno del book troveremo supporti e resistenze, trend definiti
o fasi laterali, volumi e umore del mercato; ma il lato positivo è
che i dati ci arrivano tempestivamente (tecnologia push) quindi ci
danno la possibilità di prendere immediatamente decisioni
operative.
Troviamo un supporto all'interno di un book làddove
vediamo la maggiore quantità di titoli in pro-posta di acquisto;
dove invece troviamo una grossa quantità di titoli in proposta di
vendita, vedremo una resistenza. Attenzione, però: se i
quantitativi in acquisto o in ven-dita spariscono senza che si siano
verificate compra-vendite, può darsi che si tratti di ordini
revocati e, in tal caso, i livelli dove si credeva di aver
individuato supporti o resistenze rischiano di cedere sotto la
pressione delle contrattazioni.
Un altro elemento da tenere sempre presente,
soprattutto se si opera con i coverei warrant, è la presenza del
market maker, l'operatore specializzato il cui compito è quello di
mantenere liquidità su tale tipo di strumento.
I market maker, detti anche "mani forti",
si pongono con grossi quantitativi in denaro e lettera,
pressochè uguali come nu-mero, e limitano l'operatività dei trader
ponendosi con una proposta di acquisto leggermente inferiore alla
loro stessa proposta di vendita; il range fra il prezzo di acquisto
da loro proposto e quello di offerta, è lo spread all'interno del
quale ci permettono di operare senza grossi problemi; tale spread in
genere è formato da
quattro o cinque tick (che è pari alla minima
differenza tra il prezzo denaro e il prezzo lettera del titolo), ma
sovente lo troviamo di range più ampio, per esempio sette o otto
tick.
Per lo scalping con i covered warrant, per esempio,
la situazione ottimale è quella di pochi tick: lo spread va a
favore dello scalper, più è basso, meglio è. Se il market maker
restringe lo spread, limita la volatilità del titolo: ecco che noi
allora ci accontentiamo di molti piccoli guadagni, entrando ed
uscendo più volte dalla posizione operativa.
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