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OPERARE IN BORSA DALLA A ALLA Z: METODO VELOCE PER I NEOFITI


Rino de Pasquale

redazione@piazzaffari.org


Articolo N. 4

PSICOLOGIA DEL TRADING

Prima di passare alla fase di studio dell'operatività, è fondamentale soffermare la nostra attenzione su un argomento di estrema importanza nel trading: la disciplina.

 Quando si opera in Borsa, ve ne renderete conto,  spesso siamo presi da fattori emotivi che condizionano moltissimo le nostre decisioni, a tal punto da farci sbagliare nella scelta dei momenti di entrata ed uscita dal mercato.

1) Se per esempio acquistiamo un titolo e ci accorgiamo di aver centrato l'investimento, attenderemo di uscire dalla nostra posizione quando avremo ottenuto il nostro guadagno. Ma qual è il nostro guadagno? Se la nostra disciplina non ci ha imposto un guadagno già prefissato, noi attenderemo senza porre limiti al nostro guadagno che il titolo smetta di salire; ad un certo punto il titolo comincia ad avere dei tentennamenti, e noi pensiamo di uscire, o forse no… nell'incertezza, restiamo in posizione aperta, sperando che il titolo ri-prenda la sua ascesa, per moltiplicare i nostri guadagni. Pensiamo dopo un piccolo pullback il titolo ricominci a salire; ma piano piano esso s'incammina verso il ribasso. L'ingordigia di riprendere almeno il guadagno al quale abbiamo appena rinunciato, ci fa restare in posizione aperta, vivendo nella speranza, perché ormai non ci accontentiamo di un piccolo guadagno, di rivedere presto i livelli precedenti.

 Quando decideremo di vendere perché ormai il trend è cambiato, probabilmente avremo perso anche quel piccolo guadagno, o addirittura avremo liquidato la no-stra posizione in perdita.

2) Se invece dobbiamo decidere quando acquistare un titolo che ha grosse prospettive di crescita, e che già ha iniziato la sua salita, se una disciplina non regola le nostre decisioni, probabilmente attenderemo di entrare nel mercato quando il titolo avrà un piccolo ritracciamento, per non acquistarlo ad un prezzo troppo alto; ma il titolo continua a salire, e ormai ha raggiunto un prezzo alto, ma noi non vogliamo perdere l'occasione di acquistare un titolo che sta andando così bene.

 Così lo acquistiamo adesso, accontentandoci di un pur piccolo guadagno. Ma cosa succede? Appena entriamo in posizione, il titolo ferma la sua ascesa, per iniziare ad invertire il trend.

Siamo appena all'inizio, e siamo già in leggera perdita: non vogliamo uscire sconfitti da questo investimen-to. Così speriamo in un rialzo immediato rimandando la nostra vendita.

 Anche in questo caso, quando decideremo di vendere sarà ormai troppo tardi.

Sono solo due esempi di quante ce ne potrebbero suc-cedere se il nostro trading non è regolato da una ferma disciplina e strategia di azione.

Prima di prendere posizione sul mercato, è indispensabile stabilire con precisione a che prezzo vogliamo comprare, a che prezzo vogliamo vendere, e quindi quanto vogliamo guadagnare, e quanto siamo disposti a perdere se abbiamo preso la decisione sbagliata.Chiaramente tali limiti ce li imporremo solo dopo aver effettuato le dovute analisi sul titolo mediante le tecniche apprese fino ad ora.

 Sul mercato vincono coloro che hanno un trading regolato da una ferma disciplina, e perdono quelli che si lasciano prendere dall'euforia nei momenti di rialzo, o dal panico nei momenti di ribasso. Se i nostri studi ci hanno dimostrato che il titolo va acquistato ad un certo prezzo, noi eseguiremo l'ordi ne della nostra strategia, senza tenere in considerazione come si muovono quelli che non hanno una disciplina d'azione; lo stesso faremo per la vendita del titolo stesso.

I primi importanti fattori della nostra disciplina saranno: stop loss (limite massimo di perdita), che è un limite massimo di perdita oltre il quale non siamo disposti a restare in posizione aperta; e take profit (limite massimo di guadagno), e cioè il nostro obiettivo di guadagno.

 È possibile che dopo che noi abbiamo venduto il titolo continui a salire: la nostra disciplina ci detta che non bi-sogna guardare ai possibili mancati guadagni in questo caso, ma a quelli certi che abbiamo realizzato.

All'interno della nostra disciplina, costruiremo la nostra strategia: come affrontare tutte le possibili eventualità di variazioni del mercato durante il nostro investimento, per non trovarci impreparati al presentarsi di qualsiasi situazione.

Dopo le più importanti nozioni di analisi tecnica, dopo la conoscenza  degli strumenti di studio dei titoli necessari per il nostro sistema operativo, e dopo aver imparato che un trading senza disciplina e strategia non ha futuro, ci apprestiamo allo studio di un  trading system che se seguito con attenzione e applicato con la massima scrupolosità come descritto in questo testo, ci darà grosse soddisfazioni e ci renderà consapevoli che non esiste attività più affascinante e remunerativa del trading.

 

Scelta del time frame

Prima di operare, è importante individuare il giusto dominio temporale (time frame) sul quale si intende operare. Sicuramente nella scelta del titolo e del time frame, scarteremo quello che graficamente presenta un trend che procede lateralmente con un range di oscillazione tra i minimi e massimi limitato.

 E sicuramente saremo portati a considerare solo i titoli che fanno grossi volumi; potremmo trovarci, infatti, pur avendo fatto un'investimento oculato e giusto, nella si-tuazione di non trovare compratori quando vogliamo li-quidare la posizione precedentemente aperta perché i volumi sono bassi, e noi proponiamo un grosso quanti-tativo; rischieremmo così, pur avendo previsto bene il rialzo del titolo, di poterlo rivendere solo a prezzi più bassi, perché solo a quel livello troveremo dei compra-tori che soddisfino le quantità della nostra proposta di vendita.

Fatta la considerazione che in questo testo non parlere-mo di investimenti a lungo termine, poiché essi sono applicabili solo in periodi di trend ben definiti, ed in quel caso è facilissimo prendere profitti dai mercati, ci troviamo a scegliere fra tre tipi di operatività:

medio periodo;

breve periodo;

brevissimo periodo.

Analizzeremo questi tre tipi di operatività, affinchè ognuno possa decidere quale si avvicina di più al proprio stile di trading.

 Esistono trader molto bravi nel medio che non sono capaci nel breve, e viceversa; di conseguenza ognuno di noi è più portato ad una specifica operatività, ma questo non significa che non sia un bravo trader.

Comunque la migliore performance si otterrebbe con un misto dei tre sistemi, al fine di poter approfittare di ogni momento del mercato.

 

Scelta dei titolo giusto

La prima funzione importante, prima di cominciare ad operare in Borsa,è rendersi conto degli andamenti dei mercati.

 Per fare ciò dobbiamo cominciare dall'esame  della chiusura dei mercati USA (specialmente il Nasdaq) del giorno prima: sappiamo bene che i nostri mercati sono altamente influenzati da quelli Americani, per cui se il Nasdaq ieri ha chiuso positivo, oggi avremo grosse probabilità di vedere i nostri indici salire.

Dagli indici passiamo ai settori: bancario, assicurativo, tecnologico, telefonico; dall'apertura delle Borse e per mezz'ora circa, abbiamo chiari segnali di definizione dei trend di ogni settore, ed abbiamo anche l'opportunità di controllare se i nostri indici  sentono l'influenza di quelli Americani, oppure se la hanno già scontata il giorno prima.

Una volta scelto il settore, sarà facile scegliere il mi-glior titolo su cui operare, grazie all'esame della forza relativa rispetto all'indice specifico. Giorno per giorno conviene andare ad esaminare quelle azioni che mostrano una forza relativa rispettivamente superiore o in-feriore all'indice di mercato. Se ci si attende un recupe-ro da parte del mercato è presumibile che il titolo a maggiore forza relativa faccia meglio dell'indice, quindi è su quello che andremo a puntare i nostri soldi.

Quando ciò accade faremo in modo da prendere posizioni long su quella determinata azione fin da subito, non appena il titolo confermi di essere ancora in grado di battere l'indice. Per tale conferma bisogna stare molto attenti alle primissime fasi di contrattazione. Molto spesso i primi trenta minuti sono ingannevoli, per cui è consigliabile non prendere posizione fino a quando la situazione non appare chiara.

Seguiamo quindi i titoli prescelti  per alcuni minuti, e se siamo rialzisti, quindi vogliamo investire acquistando titoli, sceglieremo quello con l'uptrend più definito; se siamo ribassisti, quindi vogliamo andare short (vendere allo scoperto), sceglieremo naturalmente quello con il downtrend più definito; se invece saremo speed scalper (se approfitteremo cioè di piccoli guadagni da raggruppare nella giornata in grosso numero) sceglieremo quello che, pur essendo in una fase laterale, crea un range di azione molto ampio, così da darci modo di poter approfittare spesso dei piccoli guadagni all'interno del sideway (canale), sempre attenti al momento di uscita dal canale, che movimento ribassista o rialzista che sia, più lungo il canale, più  sarà esplosivo il nuovo trend.

 Naturalmente nulla esclude che tale canale non sia laterale ma rialzista o ribassista: l'unico fattore che ci fa scoprire se è o no un canale, è la possibilità di tracciare due rette più o meno parallele sul grafico del titolo, una sui massimi, ed una sui minimi.


Indice


Questo scritto è redatto al solo scopo didattico- informativo e non costituisce un servizio di consulenza finanziaria né sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio.

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