PSICOLOGIA DEL TRADING
Prima
di passare alla fase di studio dell'operatività, è fondamentale
soffermare la nostra attenzione su un argomento di estrema
importanza nel trading: la disciplina.
Quando
si opera in Borsa, ve ne renderete conto,
spesso siamo presi da fattori emotivi che condizionano
moltissimo le nostre decisioni, a tal punto da farci sbagliare nella
scelta dei momenti di entrata ed uscita dal mercato.
1)
Se per esempio acquistiamo un titolo e ci accorgiamo di aver
centrato l'investimento, attenderemo di uscire dalla nostra
posizione quando avremo ottenuto il
nostro guadagno. Ma qual è il nostro guadagno? Se la nostra
disciplina non ci ha imposto un guadagno già prefissato, noi
attenderemo senza porre limiti al nostro
guadagno che il titolo smetta di salire; ad un certo punto il titolo
comincia ad avere dei tentennamenti, e noi pensiamo di uscire, o
forse no… nell'incertezza, restiamo in posizione aperta, sperando
che il titolo ri-prenda la sua ascesa, per moltiplicare i nostri
guadagni. Pensiamo dopo un piccolo pullback il titolo ricominci a
salire; ma piano piano esso s'incammina verso il ribasso.
L'ingordigia di riprendere almeno il guadagno al quale abbiamo
appena rinunciato, ci fa restare in posizione aperta, vivendo nella
speranza, perché ormai non ci accontentiamo di un piccolo guadagno,
di rivedere presto i livelli precedenti.
Quando
decideremo di vendere perché ormai il trend è cambiato,
probabilmente avremo perso anche quel piccolo guadagno, o
addirittura avremo liquidato la no-stra posizione in perdita.
2)
Se invece dobbiamo decidere quando acquistare un titolo che ha
grosse prospettive di crescita, e che già ha iniziato la sua
salita, se una disciplina non regola le nostre decisioni,
probabilmente attenderemo di entrare nel mercato quando il titolo
avrà un piccolo ritracciamento, per non acquistarlo ad un prezzo
troppo alto; ma il titolo continua a salire, e ormai ha raggiunto un
prezzo alto, ma noi non vogliamo perdere l'occasione di acquistare
un titolo che sta andando così bene.
Così
lo acquistiamo adesso, accontentandoci di un pur piccolo guadagno.
Ma cosa succede? Appena entriamo in posizione, il titolo ferma la
sua ascesa, per iniziare ad invertire il trend.
Siamo
appena all'inizio, e siamo già in leggera perdita: non vogliamo
uscire sconfitti da questo investimen-to. Così speriamo in un
rialzo immediato rimandando la nostra vendita.
Anche
in questo caso, quando decideremo di vendere sarà ormai troppo
tardi.
Sono
solo due esempi di quante ce ne potrebbero suc-cedere se il nostro
trading non è regolato da una ferma disciplina e strategia di
azione.
Prima
di prendere posizione sul mercato, è indispensabile stabilire con
precisione a che prezzo vogliamo comprare, a che prezzo vogliamo
vendere, e quindi quanto vogliamo guadagnare, e quanto siamo
disposti a perdere se abbiamo preso la decisione
sbagliata.Chiaramente tali limiti ce li imporremo solo dopo aver
effettuato le dovute analisi sul titolo mediante le tecniche apprese
fino ad ora.
Sul
mercato vincono coloro che hanno un trading regolato da una ferma
disciplina, e perdono quelli che si lasciano prendere dall'euforia
nei momenti di rialzo, o dal panico nei momenti di ribasso. Se i
nostri studi ci hanno dimostrato che il titolo va acquistato ad un
certo prezzo, noi eseguiremo l'ordi ne della nostra strategia, senza
tenere in considerazione come si muovono quelli che non hanno una
disciplina d'azione; lo stesso faremo per la vendita del titolo
stesso.
I
primi importanti fattori della nostra disciplina saranno: stop loss
(limite massimo di perdita), che è un limite massimo di perdita
oltre il quale non siamo disposti a restare in posizione aperta; e
take profit (limite massimo di guadagno), e cioè il nostro
obiettivo di guadagno.
È
possibile che dopo che noi abbiamo venduto il titolo continui a
salire: la nostra disciplina ci detta che non bi-sogna guardare ai
possibili mancati guadagni in questo caso, ma a quelli certi che
abbiamo realizzato.
All'interno
della nostra disciplina, costruiremo la nostra strategia: come
affrontare tutte le possibili eventualità di variazioni del mercato
durante il nostro investimento, per non trovarci impreparati al
presentarsi di qualsiasi situazione.
Dopo
le più importanti nozioni di analisi tecnica, dopo la conoscenza
degli strumenti di studio dei titoli necessari per il nostro
sistema operativo, e dopo aver imparato che un trading senza
disciplina e strategia non ha futuro, ci apprestiamo allo studio di
un trading system che
se seguito con attenzione e applicato con la massima scrupolosità
come descritto in questo testo, ci darà grosse soddisfazioni e ci
renderà consapevoli che non esiste attività più affascinante e
remunerativa del trading.
Scelta
del time frame
Prima
di operare, è importante individuare il giusto dominio temporale
(time frame) sul quale si intende operare. Sicuramente nella scelta
del titolo e del time frame, scarteremo quello che graficamente
presenta un trend che procede lateralmente con un range di
oscillazione tra i minimi e massimi limitato.
E
sicuramente saremo portati a considerare solo i titoli che fanno
grossi volumi; potremmo trovarci, infatti, pur avendo fatto
un'investimento oculato e giusto, nella si-tuazione di non trovare
compratori quando vogliamo li-quidare la posizione precedentemente
aperta perché i volumi sono bassi, e noi proponiamo un grosso
quanti-tativo; rischieremmo così, pur avendo previsto bene il
rialzo del titolo, di poterlo rivendere solo a prezzi più bassi,
perché solo a quel livello troveremo dei compra-tori che soddisfino
le quantità della nostra proposta di vendita.
Fatta
la considerazione che in questo testo non parlere-mo di investimenti
a lungo termine, poiché essi sono applicabili solo in periodi di
trend ben definiti, ed in quel caso è facilissimo prendere profitti
dai mercati, ci troviamo a scegliere fra tre tipi di operatività:
medio
periodo;
breve
periodo;
brevissimo
periodo.
Analizzeremo
questi tre tipi di operatività, affinchè ognuno possa decidere
quale si avvicina di più al proprio stile di trading.
Esistono
trader molto bravi nel medio che non sono capaci nel breve, e
viceversa; di conseguenza ognuno di noi è più portato ad una
specifica operatività, ma questo non significa che non sia un bravo
trader.
Comunque
la migliore performance si otterrebbe con un misto dei tre sistemi,
al fine di poter approfittare di ogni momento del mercato.
Scelta
dei titolo giusto
La
prima funzione importante, prima di cominciare ad operare in
Borsa,è rendersi conto degli andamenti dei mercati.
Per
fare ciò dobbiamo cominciare dall'esame
della chiusura dei mercati USA (specialmente il Nasdaq) del
giorno prima: sappiamo bene che i nostri mercati sono altamente
influenzati da quelli Americani, per cui se il Nasdaq ieri ha chiuso
positivo, oggi avremo grosse probabilità di vedere i nostri indici
salire.
Dagli
indici passiamo ai settori: bancario, assicurativo, tecnologico,
telefonico; dall'apertura delle Borse e per mezz'ora circa, abbiamo
chiari segnali di definizione dei trend di ogni settore, ed abbiamo
anche l'opportunità di controllare se i nostri indici
sentono l'influenza di quelli Americani, oppure se la hanno
già scontata il giorno prima.
Una
volta scelto il settore, sarà facile scegliere il mi-glior titolo
su cui operare, grazie all'esame della forza relativa rispetto
all'indice specifico. Giorno per giorno conviene andare ad esaminare
quelle azioni che mostrano una forza relativa rispettivamente
superiore o in-feriore all'indice di mercato. Se ci si attende un
recupe-ro da parte del mercato è presumibile che il titolo a
maggiore forza relativa faccia meglio dell'indice, quindi è su
quello che andremo a puntare i nostri soldi.
Quando
ciò accade faremo in modo da prendere posizioni long su quella
determinata azione fin da subito, non appena il titolo confermi di
essere ancora in grado di battere l'indice. Per tale conferma
bisogna stare molto attenti alle primissime fasi di contrattazione.
Molto spesso i primi trenta minuti sono ingannevoli, per cui è
consigliabile non prendere posizione fino a quando la situazione non
appare chiara.
Seguiamo
quindi i titoli prescelti per
alcuni minuti, e se siamo rialzisti, quindi vogliamo investire
acquistando titoli, sceglieremo quello con l'uptrend più definito;
se siamo ribassisti, quindi vogliamo andare short (vendere allo
scoperto), sceglieremo naturalmente quello con il downtrend più
definito; se invece saremo speed scalper (se approfitteremo cioè di
piccoli guadagni da raggruppare nella giornata in grosso numero)
sceglieremo quello che, pur essendo in una fase laterale, crea un
range di azione molto ampio, così da darci modo di poter
approfittare spesso dei piccoli guadagni all'interno del sideway
(canale), sempre attenti al momento di uscita dal canale, che
movimento ribassista o rialzista che sia, più lungo il canale, più
sarà esplosivo il nuovo trend.
Naturalmente
nulla esclude che tale canale non sia laterale ma rialzista o
ribassista: l'unico fattore che ci fa scoprire se è o no un canale,
è la possibilità di tracciare due rette più o meno parallele sul
grafico del titolo, una sui massimi, ed una sui minimi.
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