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OPERARE IN BORSA DALLA A ALLA Z: METODO VELOCE PER I NEOFITI


Rino de Pasquale

redazione@piazzaffari.org

 

Articolo N. 2

STUDI DI ANALISI TECNICA

I ritracciamenti di Fibonacci

Grazie  alle preziose scoperte del matematico pisano Leonardo Fibonacci, risalenti agli inizi del 1200, gli studiosi dei secoli seguenti arrivavano a conclusioni di estremo interesse applicando le stesse regole nel campo finanziario.

Infatti  all'interno del range delimitato da un livello massimo e uno minimo, esistono altri supporti e resistenze dove i prezzi dei titoli, per effetto dei rimbalzi, vanno a fermarsi con frequenza. Tali movimenti, definiti ritracciamenti, vengono calcolati sulla base delle seguenti percentuali:

23.6%,

38.2%,

50%,

61.8% ,

78.6%.   

Ai livelli di tali percentuali tracceremo delle rette sul grafico, definendo così supporti e resistenze dettate dai rapporti numerici di Fibonacci.

La teoria di Fibonacci  la maggior parte delle volte ci svela la veridicità della sua formula; tuttavia quando si parla di supporti e resistenze, più indicazioni si hanno, meglio si riesce a fare le analisi. Ed i veri livelli di supporto e resistenza sono proprio dove coincidono quelli indicati congiuntamente da diversi studi.

È opportuno ricordare che riguardo all'arco temporale ottimale di applicazione dei livelli di Fibonacci mai c'è stato un chiarimento specifico; ragion per cui avremo l'accortezza di applicare tale formula làddove i minimi e i massimi del range si dimostrano più significativi.

Più avanti parleremo anche dei livelli suggeriti dal cal-colo dei Pivot, ma sappiate che i primi livelli sul grafico li traccerete voi stessi, guardando un grafico, e tracciando le rette làddove notate che la quotazione si appoggia con frequenza senza bucare tale livello.

   

La teoria di Dow

E' di fondamentale importanza partire con il nostro progetto dalle basi gettate da un pioniere della finanza Americana: Charles Dow. Egli asseriva il concetto, ormai adottato da tutti gli analisti, che in Borsa il ciclo completo di mercato di un titolo, una volta arrivato al termine, si ripete. Le fasi che compongono tale ciclo sono sintetizzate in:

fase di accumulazione durante la quale le mani forti rastrellano grossi quantitativi di titoli evitando accuratamente di fare pressione sui prezzi che, quindi, si muovono lateralmente all'interno di minimi e massimi pressochè costanti per qualche tempo;

fase di espansione durante la quale le mani forti, avendo raccolto grossi quantitativi di titoli, considerano giunto il momento di fare pressione sulle quotazione per accrescere il valore dei loro acquisti ( a loro si ag-giungono i rialzisti e gli shorter che si affrettano a vendere);

fase di distribuzione che si trova al culmine della precedente fase di espansione, caratterizzata dalla liquidazione delle posizioni lunghe con contestuale sostegno delle quotazioni;

fase di flessione- con prevalenza di posizioni ribassiste e liquidazione delle posizioni lunghe precedentemente assunte.

All'interno delle fasi di espansione e flessione, spesso si verificano fasi intermedie di riaccumulazione e redistribuzione che interrompono temporaneamente i trend ribassisti o rialzisti.

Questa classificazione ci permette di individuare due ben distinte dinamiche di mercato: tendenza (espansione e flessione) e congestione (accumulazione e distribuzione)

L'analisi tecnica è l'insieme di tecniche e valutazioni dei titoli che si basa sullo studio della forma, del grafico dei prezzi, e dei volumi del passato.

Essa permette di sapere quando comprare o vendere un titolo tramite grafici e algoritmi.

Principio dell'analisi tecnica è che i prezzi scontano tutto: non solo gli aspetti economici, ma anche speran-ze, paure, umori dei compratori e dei venditori.

La direzione lungo la quale si muove il grafico delle quotazioni di un bene finanziario è il trend, che può essere  uptrend (rialzista), downtrend (ribassista), sideway trend (laterale).

 

L'importanza dei volumi

Perché i prezzi possano sfondare con successo un livello di resistenza o raggiungere nuovi massimi, è necessario che la loro corsa sia sostenuta da una forte partecipazione da parte del mercato.

 Un altro dei cardini della teoria di Dow è relativo al fatto che i volumi di scambio si dovrebbero espandere nella direzione del trend. I volumi, quasi sempre presenti sotto il grafico di un titolo, offrono una chiave di lettura che è in grado di rivelare i reali spostamenti delle masse di denaro che si riversano su un determinato titolo.

In parole povere, se a seguito di un movimento rialzista si verifica un forte incremento dei volumi, c'è una partecipazione di massa al movimento stesso, mentre in caso contrario la situazione è molto meno credibile, e più rischiosa, poiché la mancanza di grossi volumi contribuirebbe ad invertire a breve il trend rialzista del titolo.

Nello studio del nostro sistema, quindi, saremo interessati sicuramente solo a situazioni di scambi con grossi volumi: tale fattore ci confermerà la direzione del trend i atto, e non ci farà rischiare di non trovare compratori quando vorremmo uscire alla nostra posizione di investitori.

 

Medie mobili

Tali strumenti di valutazione del mercato stanno alla base dei vari indicatori di analisi tecnica creati sui loro supporti. Vengono calcolati sulla base del concetto di media aritmetica, ma con la differenza che i valori della serie cambiano nel tempo, in modo che all'aggiunta del più recente corrisponda l'eliminazione del più vecchio, mentre il numero degli elementi contenuti nella serie resterà invariato.

 Per spiegarvi meglio: se io voglio conoscere la media mobile a dieci giorni dell'andamento di un titolo, non farò altro che sommare le quotazioni degli ultimi dieci giorni dello stesso, e poi dividere la somma ottenuta per dieci; se io volessi calcolare la stessa media il giorno dopo, dovrei eseguire le stesse operazioni, ma elimi-nando il primo dato (il giorno meno recente) ed aggiungendo l'ultimo valore acquisito del giorno odierno.

Quando nel grafico il prezzo si trova al di sopra della media, il trend si rivela rialzista; quando invece è al di sotto, il trend è ribassista.

Una media di un periodo più breve è più veloce, è cioè molto più simile alla stessa trendline del titolo; invece più il periodo considerato nella media è lungo, più la relativa media sarà lenta.

Interessanti indicazioni sono fornite dalle interazioni tra i prezzi e le medie mobili. In linea di massima, quando i prezzi bucano al rialzo la media mobile, indicano una condizione potenzialmente positiva, mentre in caso contrario evidenziano una fase di debolezza.

Nel caso in cui i prezzi al rialzo mostrino una flessione che li porta ad appoggiarsi alla media per poi rimbalzare nuovamente verso l'alto si ottiene un forte segnale rialzista generato dalla rinnovata forza che il titolo ha trovato grazie al sostegno della media mobile.

Analogamente in caso di configurazione ribassista: un rialzo temporaneo di un titolo discendente che trova un ostacolo nella media mobile orientata negativamente è da intendersi come segnale ribassista.

Indice


Questo scritto è redatto al solo scopo didattico- informativo e non costituisce un servizio di consulenza finanziaria né sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio.

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