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OPERARE IN BORSA DALLA A ALLA Z:
METODO VELOCE PER I NEOFITI
Rino de Pasquale
redazione@piazzaffari.org
Articolo N. 1
TRADING e SCALPING
Nozioni di base di analisi finanziaria
Trading & Scalping segue le nuove impronte Americane del tipo di
operatività sul mercato azionario: accontentarsi di piccoli
guadagni, già da noi stabiliti, essendo disciplinati
nell'osservazione degli obiettivi prefissati. Take profit e stop
loss saranno sempre le prime e più importanti due regole da non
dimenticare mai; accontentarci di piccoli guadagni senza farsi
prendere dai rimpianti se il titolo, dopo che noi abbiamo liquidato
la nostra posizione, sale repentinamente.
La speculazione in Borsa è una valida alternativa agli investimenti
a lungo termine, perché nei lunghi giorni in cui il nostro titolo
è debole ( anche se siamo ferma-mente convinti della sua ripresa)
noi continueremo a guadagnare a piccoli passi, anziché tenere il
nostro capitale immobile fino a che si verifichi il trend da noi
sperato. Nulla ci vieterà, quando il trend diventerà davvero ben
definito, ed avrà rotto gli argini del suo canale, di mettere i
nostri risparmi sullo stesso titolo seguendo la sua salita con
tranquillità.
Questo testo vuole essere un valido supporto per chi opera sul
mercato finanziario allo scopo di guadagnare anche quando il mercato
non manifesta un trend ben definito.
Si tratta di un modello operativo che a me ha dato tante
soddisfazioni.
Il tipo di operatività preferita è quella intraday, per trarre
guadagno anche dai più piccoli movimenti del mercato.
Analisi tecnica e analisi fondamentale
La grande famiglia degli osservatori delle Borse com-prende due
grandi ranghi: gli analisti fondamentali e gli analisti tecnici. I
fondamentali sono quelli che danno grande considerazione alla
valutazione economica delle società: essi si fanno un'idea degli
sviluppi futuri dell'attività monitorando i bilanci economici; si
avvalgono di indicatori che in base ai dati certi sono in grado di
aiutarli a formulare previsioni sull'andamento futuro dell'azienda.
Terremo in considerazione solo uno di questi: il rapporto
prezzo/utili (price/earning), che se correttamente valutato è il
primo indicatore cui guardare per capire cosa stiamo comprando. Se
un'azienda ha un rapporto p/u di 20, vuol dire che ci vogliono 20
anni di crescita costante di tali utili per rientrare nel prezzo
pagato. L'analista fondamentale tiene in considerazione mezzi
patrimoniali, debiti, avviamento, utili, costo del lavoro, costo
delle materie prime: insomma tutti i fattori che partecipano alla
formazione dell'azienda in questione; e non ultima, la situazione
economica nel suo complesso sia a livello paese sia a livello
globale.
Gli analisti tecnici, invece, studiano i grafici dei titoli, ed in
base a teorie di grandi personaggi della finanza come Dow, Gann,
Elliott, si avvalgono di indicatori derivanti da formule
algoritmiche che costituiscono un ulteriore aiuto per la previsione
delle future fluttuazioni della linea dei prezzi sul grafico del
titolo considerato. Il metodo a voi proposto in questo studio tiene
in gros-sa considerazione i principi dell'analisi tecnica, pur non
disprezzando notizie che arrivano dagli analisti fondamentali,
sempre utili per la valutazione del mercato.
Approfondiremo adesso la conoscenza degli indicatori ed oscillatori
che ci interessano in questo sistema operativo.
La costruzione di un grafico
Un grafico è formato da due assi perpendicolari fra loro: l'asse
delle X che rappresenta il tempo, l'asse delle Y che rappresenta la
quotazione. La prima scelta da fare, quindi, riguarda la
compressione temporale: nel caso di un grafico giornaliero (daily)
le quotazioni saranno misurate di giorno in giorno, nel caso di un
grafico settimanale (weekly) saranno misurate ogni settimana;
abbiamo poi anche grafici mensili (monthly), annuali (yearly).
E' anche possibile (ed importantissimo nel nostro caso) la
costruzione di grafici intraday, cioè grafici che si aggiornano a
periodi di alcuni minuti (normalmente cinque) nell'arco della stessa
giornata.
All'interno dei due assi descritti, si disegna una linea
congiungendo tutti i valori di chiusura registrati quotidianamente
(grafico daily), ottenendo una line chart; abbiamo appena descritto
il grafico lineare, studiando il quale nulla ci viene detto riguardo
la storia del titolo all'interno della stessa giornata.
Il tipo di grafico più utilizzato è senza dubbio il grafico a
barre, che ci fornisce tutte le notizie sulle quotazioni del titolo
all'interno della giornata: prezzi di apertura e chiusura, minimi e
massimi di giornata; insomma è in grado di sintetizzare in un'unica
barra l'intera giornata borsistica del titolo preso in esame. Ogni
barra è costituita da una linea verticale, la cui punta superiore
rap-presenta il massimo raggiunto dalle quotazioni in quella seduta,
e la punta inferiore rappresenta il minimo raggiunto nella stessa
seduta; attaccate alla stessa linea verticale, due barrette
orizzontali: una a destra che rappresenta il livello di chiusura,
una a sinistra che rappresenta il livello di apertura.
Esistono molti altri tipi di grafici in analisi tecnica, ma noi ci
soffermeremo a conoscere quelli appena descritti, che sono quelli a
noi utili per lo sviluppo degli studi di questo libro.
Trend e trendline
Il trend esprime la tendenza del mercato, la trendline è la linea
che la raffigura nel grafico. La trendline rialzista viene tracciata
congiungendo da sinistra verso destra i minimi crescenti, dando così
origine ad una trendline posizionata al di sotto della linea dei
prezzi e inclinata verso l'alto. Viceversa una trendline ribassista
viene tracciata congiungendo allo stesso modo i massimi decrescenti,
dando così origine ad una trendline al di sopra della linea dei
prezzi ma inclinata verso il basso.
Tutti sanno che il trend di Borsa sale oppure scende; in realtà
tutto dipende da che punto di vista osserviamo il grafico. Infatti
la tendenza dell'andamento di un titolo sul grafico, cambia
sicuramente a seconda del periodo considerato. Così è
possibilissimo che, se nel grafico di un mese un titolo ha un trend
rialzista ben definito, se guardiamo il grafico di un anno
(all'interno del quale figura lo stesso visto prima), lo stesso
titolo ha un trend laterale o addirittura ribassista.
Supporti e resistenze
In ogni grafico le basi per ipotizzare le nostre previsioni
sull'andamento del titolo sono rappresentate dai supporti e dalle
resistenze. Un supporto è un livello sul quale l'andamento
ribassista di un titolo trova un limite, e sul quale va ad
appoggiarsi e a rimbalzare mentre prosegue il suo movimento
oscillatorio; nel momento in cui tale livello non frena il prezzo in
discesa, ma viene bucato dal movimento dei corsi ed il prezzo
continua a scendere oltre esso, tale supporto diventa una
resistenza. Si sarà capito che una resistenza è quel livello all'
interno del grafico contro il quale la linea dell' anda-mento
rialzista di un titolo trova un limite e sotto il quale va a
rimbalzare nel suo movimento oscillatorio; quando tale resistenza
viene sfondata grazie ad un forte rialzo dei prezzi, la resistenza
diventa un supporto.
Osservando un grafico , che sia giornaliero, mensile o settimanale,
possiamo tracciare i nostri principali sup-porto e resistenza,
disegnando una retta al di sopra dei picchi massimi del grafico
(resistenza) ed una retta al di sotto dei picchi minimi del grafico
(supporto). La differenza tra la quotazione della resistenza e la
quotazione del supporto è il range all'interno del quale
trac-ceremo altri limiti.
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