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Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System)
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Il Money Management classico


Nel precedente articolo abbiamo visto i diversi aspetti legati al Money Management: ci soffermiamo ora sui temi legati al Money Management all'interno dei Trading System.
Costruendo una strategia di investimento, sia essa implementata manualmente sia essa automatizzata e delegata ad un calcolatore, è fondamentale avere chiaro i meccanismi con cui chiudere una posizione, long o short. 
Durante lo studio dei mercati l'analista o il trader tendono ad individuare i meccanismi di ingresso sul mercato, basati su oscillatori, su pattern, su indicatori o su qualsiasi altra cosa. È naturale prima pensare a come aprire una posizione e poi pensare a come chiuderla. Tuttavia è sicuramente più importante integrare nella strategia delle condizioni efficaci di uscita piuttosto che dei buoni segnali di ingresso (che sono comunque necessari).

L'insieme dei segnali di chiusura di una posizione sono la faccia del Money Management presente all'interno dei Trading System. Gestire il guadagno o la perdita di una posizione aperta in modo corretto è essenziale per preservare il capitale nelle operazioni errate e massimizzare la resa delle operazioni vincenti.

I segnali classici del Money Management nei Trading System sono cinque:

Ø Stop Loss
Ø Breakeven Stop
Ø Trailing Stop
Ø Take Profit
Ø Shock Protection

Lo Stop Loss è quel segnale che limita la perdita massima associata a ciascun trade. L'entità di questa perdita può essere fissata in diversi modi:

§ % fissa
§ % legata alla volatilità del titolo
§ punti fissi

Si impiega la % fissa quando non si vuole ammettere in nessun caso una perdita superiore ad un dato ammontare (in % sul capitale investito), indipendentemente dal titolo negoziato e quando si è convinti che raggiunta una perdita pari al valore prefissato, il segnale di ingresso sia da ritenersi invalidato e pertanto non sussistano più le ragioni che hanno spinto ad aprire la posizione.

Si impiega la % legata alla volatilità del titolo (magari ancorando il valore dello stop all'Average True Range del titolo) quando si vuole considerare la caratteristica intrinseca dei diversi strumenti azionari che possono percorrere lo stesso cammino con ampiezza delle onde (e quindi volatilità) decisamente diversa.

Si impiega un ammontare fisso quando si opera con strumenti future. Infatti questi strumenti portano a guadagnare o perdere non in ragione del movimento % realizzato quanto piuttosto in funzione del numero di punti incamerati o lasciati sul mercato. Perdere 1.000 punti per un ingresso errato a 50.000 piuttosto che a 25.000 è la stessa cosa da un punto di vista monetario: in entrambi i casi sono stati bruciati 5.000 euro per contratto (i dati espressi si riferiscono al Fib 30). Nel primo caso con un movimento del 2% nel secondo con un movimento del 4% dello strumento trattato.

Il Breakeven Stop è quel segnale che permette di chiudere una posizione in pareggio una volta raggiunto un determinato profitto. Il trigger da regolare è il guadagno che attiva il segnale. Il procedimento per la sua determinazione ricalca quanto visto per lo stop loss con i metodi a % fissa, % variabile e punti fissi. Attivare presto il segnale significa cautelarsi maggiormente da inversioni del mercato ma rischiare di chiudere in anticipo un trade profittevole. Al contrario attendere troppo per l'attivazione di questo segnale può portare una operazione favorevole che ha generato un bel guadagno virtuale a trasformarsi in una operazione che genera perdita reale!

L'evoluzione naturale dei due segnali precedenti è il Trailing Stop: qualora l'operazione si riveli profittevole e il guadagno continui ad incrementarsi è necessario cominciare ad assicurarne parte di esso, in modo che qualsiasi inversione del mercato (eccezion fatta per gap nell'overnight) non ci eroda l'intero guadagno virtuale accumulato.
In questa tipologia di segnale è necessario stabilire due livelli (ancora una volta secondo le metodologie esposte): il livello a cui attivare il segnale e il livello a cui porre la chiusura della posizione. Per il primo livello dovremmo scegliere un valore di guadagno superiore rispetto al breakeven stop, mentre per il secondo livello è necessario decidere quanto del guadagno virtuale accumulato siamo disposti a cedere al mercato. Se siamo disposti a cedere poco del guadagno accumulato rischiamo di andare incontro ad una uscita anticipata alla prima correzione del mercato; di contro mantenere il trailing stop eccessivamente lontano dai massimi (o minimi) raggiunti porta a vedere vanificato gran parte del guadagno accumulato. 
Sarà una valutazione della strategia nel suo complesso e delle caratteristiche del trader ad indicare quali valori adottare per questi settaggi.

Il quarto caposaldo del Money Management nei Trading System è il Take Profit. Questo segnale indica la chiusura della posizione raggiunto un determinato profitto, stabilito con le metodologie indicate. A differenza del Trailing Stop che non preclude la corsa dei prezzi, questo segnale pone un traguardo massimo al guadagno che può essere accumulato. Pertanto sarà un segnale particolarmente efficace per quelle operazioni che nascono in trading range ove lo spazio a disposizione per i movimenti di prezzo appare limitato. Meno efficace rispetto all'impiego del Trailing Stop sarà l'adozione del Take Profit nei grossi trend la cui entità è difficilmente quantificabile a priori.

L'ultimo segnale che vediamo, lo Shock Protection, è legato ad avvenimenti esterni che possono provocare shock sul mercato. Lo scopo di questo segnale è di proteggere la posizione aperta qualora il mercato imbocchi improvvisamente ed inaspettatamente una direzione opposta a quella desiderata, con forte incremento della volatilità. Prima che possa intervenire qualsiasi altro segnale chiudiamo la posizione grazie all'intervento di questo meccanismo che prevede una escursione massima avversa tra due barre pari ad un valore prefissato.

Nel prossimo articolo, in uscita a settembre, cominceremo ad affrontare i principi di base che regolano la costruzione di un Trading System.

Indice


Questo scritto è redatto al solo scopo didattico- informativo e non costituisce un servizio di consulenza finanziaria né sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio.

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